29 Marzo 2009

“Non ho soldi, sono perseguitato dagli emissari delle finanziarie”

La storia. Antonio, disoccupato da settembre

«Sono venuti a casa, sul posto di lavoro, senza contare le telefonate quasi minatorie in cui mi si intimava di pagare con toni piuttosto accesi». Inizia così la storia di Antonio (nome di fantasia su richiesta dello stesso), castelvetrese e operaio in ceramica a stipendio ridotto che si trova quasi sul lastrico. «A settembre con la prima stretta della crisi sono finito in cassa integrazione. Terminati i soldi della cassa sono stato assorbito da un altra impresa del gruppo – prosegue – ma a ranghi molto ridotti, con il blocco delle ore di straordinario e di altre possibilità, qualora ve ne fossero di arrotondare». In questo contesto già cupo i guai invece di diminuire sono aumentati. A causa di un incidente, nel gennaio dell’anno passato, Antonio decide di acquistare una piccola utilitaria usata a rate. «Con lo stipendio ridotto al minimo – oggi Antonio lavora una settimana al mese, quando va bene – ho comiciato ad avere difficoltà nel pagamento delle rate dell’auto e sono cominciate le poco piacevoli azioni delle agenzie di riscossione del credito». Nelle condizioni in cui si trova, senza avere uno stipendio fisso e consistente è chiaramente nell’impossibilità di pagare il debito, Antonio ha temuto per la sua auto il blocco amministrativo: «Come faccio andare al lavoro se viene fermata?». Ha deciso pertanto di volturarla al padre con un costo di oltre 400 euro.  Nel frattempo gli è arrivata pure una multa, un fotored di cui il Codacons si è fatto carico per il ricorso. Ma non è tutto, perchè ora teme laltri provvedimenti nei suoi confronti. E il lavoro? «Di quello, purtroppo, nemmeno l’ombra – risponde sconsolato il nostro interlocutore – ho fatto ogni tipo di domanda mi sono iscritto a liste di lavoro su internet: niente. Cosa occorre fare – chiede ancora – per riuscire ancora a vivere dignitosamente e andare avanti in questa città?

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