29 Marzo 2009

LA CRISI sta mettendo in ginocchio tante famiglie

DAVIDE MISERENDINO «LA CRISI sta mettendo in ginocchio tante famiglie. Domani chiederemo al prefetto di aiutare chi ha perso il lavoro e non sa più come andare avanti».  E’ questo l’appello che Fabio Galli, presidente del Codacons modenese, lancia al rappresentante del governo sul territorio. La sua associazione, da quando la crisi economica ha cominciato a mietere vittime’, è entrata in contatto con tante storie di persone che hanno dovuto fare i conti con difficoltà mai incontrare finora. UN CASO eclatante è sicuramente quello di Luciano (il nome è fittizio) tecnico informatico di 40 anni, residente a Modena, che dopo aver perso il lavoro, a settembre, è stato costretto a fare dei debiti anche per pagare le multe. «Da quando l’azienda dove lavoravo mi ha lasciato a casa spiega la mia vita è davvero cambiata. Non riesco più a pagare l’affitto della mia abitazione e i soldi non mi bastano nemmeno per mantenere la mia bambina, che tra l’altro non vedo da gennaio; anche la mia ex moglie, infatti, ha dovuto fare i conti con la crisi, ed è tornata a casa dai suoi genitori, a 600 chilometri da Modena». L’insolvenza di Luciano lo mette adesso in difficoltà ancora più serie. LA STESSA situazione che sta vivendo anche Antonio, trentatrenne di Castelvetro, operaio in ceramica finito in cassa integrazione e che adesso lavora occasionalmente. Le sue difficoltà sono legate soprattutto alla macchina, una piccola utilitaria usata del 2003, acquistata a rate, che si è trovato costretto a volturare al padre, con un passaggio di proprietà che gli è costato 400 euro. Il suo incubo’ adesso, sono gli addetti al recupero crediti della finanziaria a cui si era rivolto, che lo assillano senza tregua, pizzicandolo a casa come sul posto di lavoro. «UN ATTEGGIAMENTO spiega Galli assolutamente ingiustificabile. La legge, infatti, stabilisce che in caso di insolvenza le finanziarie possono rivolgersi ad avvocati e procedere per atti giudiziari, mentre i metodi intimidatori’ sono vietati». DI FRONTE a queste situazioni limite, c’è una soluzione che per Galli potrebbe portare solo benefici. «Dal momento che ci sono degli uffici in grave difficoltà a causa della carenza di personale, come la cancelleria del tribunale dice , perché non assumere queste persone, che hanno bisogno di lavorare per risollevarsi, per un incarico temporaneo? La crisi non si combatte solo con le parole, bisogna agire concretamente».

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