27 Marzo 2009

Il presidente del Codacons: mi dimetto dopo quel pestaggio

 Pierluigi Chiarla: non sono più sereno e poi, dopo aver dato tanto agli altri, quel giorno non sono stato soccorso

 Pierluigi Chiarla, presidente provinciale del Codacons, ha deciso di dimettersi dalla carica a seguito del pestaggio di cui è stato vittima giovedì 5 marzo. Le motivazioni della rinuncia saranno spiegate questa mattina durante un conferenza stampa, anche perchè subito dopo aver subìto l’aggressione Chiarla aveva annunciato di voler proseguire le proprie battaglie e di voler tornare in piazza. «Mi hanno piacchiato – aveva detto all’inizio – intimandomi di abbandonare un’inchiesta "scomoda" che stavo conducendo. Ma io non mi fermerò». Poi, dopo una ventina di giorni, il passo indietro. Per ragioni diverse. Chiarla prova a spiegarle così: «Quando sono stato dimesso dall’ospedale, stavo abbastanza bene. Poi le mie condizioni di salute sono peggiorate, i miei piedi si sono gonfiati e la mia famiglia ha cominciato ha manifestare alcuni timori. E così – prosegue – mi sono ritrovato a non essere più sereno. A voler solo stare accanto ai miei cari.  E poi – sottolinea ancora il presidente del Codacons -, ho riflettuto su un fatto: che io, dopo aver cercato di "dare" tanto agli altri, sono rimasto dolorante nel parcheggio dello stadio per più di 24 ore senza essere soccorso da nessuno. Eppure, secondo quel poco che mi ricordo, ne sono passate almeno 4 o 5. Solo che il mio stato mi impedica di richiamare la loro attenzione».  Chiarla, infatti, dopo essere stato curato all’ospedale Santa Maria della Misericordia, ha avuto modo di spiegare alla polizia di essere stato avvicinato mercoledì sera (il 4 marzo) da uno sconosciuto il qual aveva detto di dovergli rivelare alcune informazioni in merito all’inchiesta che stava conducendo per il Codacons. E così Chiarla, pur non avendolo mai visto prima, aveva accettato un appuntamento con quell’uomo per la mattina successiva. Era salito sulla sua macchina e, all’improvviso, dai sedili posteriori, era sbucato un individuo che lo aveva costretto a inghiottire alcune pastiglie. Poi, raggiunto lo stadio, era cominciato il pestaggio. Chiarla sarebbe poi stato abbandonato fuori dal Friuli e lì sarebbe rimasto per oltre un giorno, fino a quando un passante che portava a spasso il cane si è accorto di lui.  In sostanza, il presidente del Codacons, ha riferito alla polizia di essere stato drogato, sequestrato e picchiato. Ma le analisi di laboratorio svolte in ospedale non hanno mostrato la presenza di droghe nel sangue. «Forse sono stati ricercati solo alcuni tipi di sostanze. Per questo ho mandato reperti biologici e i miei abiti a un labotatorio di Padova specializzato in tossicologia. Così capirò che cosa mi hanno dato, perchè forse sono state quelle droghe a farmi star male dopo la dimissione dall’ospedale».  Alla conferenza stampa oggi di oggi presenzieranno anche il presidente regionale Codacons Vitto Claut, il responsabile regionale servizi socio-sanitari Codacons Bruno Peres e i volontari. «Le dimissioni di Chiarla – ha detto Claut – si fondano sulla paura per quello che è successo. Comunque continuerà a seguire le nostre attività. Per ora sarà sostituito dall’avvocato Nicola D’Andrea». Intanto la Squadra mobile continua a indagare per far luce sull’accaduto.

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