24 Marzo 2009

L’assalto al tribunale coi trolley pieni zeppi degli atti di parte civile

Depositate e accolte dal gup 460 costituzioni

FERRARA. Un tribunale "blindato" per un processo dai grandi numeri e dai nervi scoperti. C’era già fermento fin dalle 8.30 del mattino, ieri a palazzo di giustizia, con le forze dell’ordine dispiegate a garantire la sicurezza (ma la giornata non ha registrato momenti di tensione) e cartelli affissi dappertutto, con frecce direzionali, ad indicare agli interessati il percorso «alternativo» ed esterno al tribunale, da seguire per arrivare all’aula B, dell’udienza preliminare del processo.  Prima ancora dei soci del Carspac2, attesi per la manifestazione, a sfilare all’ingresso del tribunale sono gli avvocati delle parti offese che dovranno consegnare al giudice Monica Bighetti la documentazione per le richieste di parte civile: i primi ad arrivare «armati» di trolley pieni di documenti (350 più 63, 413) sono i legali del Codacons-Carspac2, tra cui l’avvocato Bruno Barbieri, che hanno raccolto in questi mesi le procure delle vittime tra Argenta e tutta la provincia. La processione dei trolley proseguirà per l’intera mattina, col presidente del Tribunale, Pasquale Maiorano – al lavoro già alle 8.25 -, a fare quasi gli "onori di casa" e che con tono tra lo scherzoso e paternalistico, riesce a gestire l’ordine pubblico in modo impeccabile: «Mi raccomando, non mi fate pentire», dice ai risparmiatori del Carsapc2 dopo averli fatti entrare nel cortile del tribunale per manifestare e protestare. La protesta dura un paio d’ore. Mentre dentro l’aula comincia la battaglia di nervi e di carte. Coi legali della difesa pronti alle eccezioni preliminari e alle consultazioni lampo dei codici di diritto e di procedura penale. Alle 10 passate, tutte in aula le parti del processo, compresi anche alcuni dei manifestanti, tra cui Giovanni Bigoni, Massimo Cricca e Valentino Piazzi. Si parte in aula con l’appello degli imputati. E solo tre i presenti: Renzo Ricci Maccarini, Antonio Negretto e Fabio Faccini. Poi, la cronaca dell’udienza registra il continuo via vai, dentro e fuori l’aula d’udienza, perché il gup Monica Bighetti, si ritira in camera di consiglio per decidere. Attorno a mezzogiorno, i big dei penalisti presenti, i difensori dei maggiori imputati che calano l’asso con cui vogliono «pigliar tutto». Cercano e vogliono, in punta di diritto, escludere – almeno in questa fase – tutte le «vittime» che vogliono costituirsi e così vanificare gli sforzi dei legali di parte lesa (anche quello di trascinare i trolley, pieni di carta). Il giudice resta in camera di consiglio oltre 2 ore e mezza. Alla fine esce con una ordinanza tranciante e accetta le costituzioni.  Col deposito della carta si svuotano i trolley: 413 domande Codacons, 30 del gruppo argentano, una decina di enti vari: quota 460 circa. Il 20 aprile si replica, coi ritardatari delle parti civili.

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