21 Marzo 2009

Eni, Governo in campo contro la Ue

Berlusconi sui gasdotti: «L’energia è interesse nazionale, nessuna concessione»

Botta e risposta tra Unione Europea e Governo italiano sull’Eni. Dopo che giovedì la Commissione Ue ha avviato una procedura contro Eni per abuso di posizione dominante sulla ge-stione di alcuni gasdotti, ieri è arrivata la difesa, per bocca del premier Silvio Berlusconi (in quanto il Governo, tramite il ministero del Tesoro, è il primo azionista della società col 27,8%). «Non possiamo fare concessioni », ha commentato Berlusconi che ha ribattuto all’Unione europea spiegando di aver già inviato una lettera di risposta. «Ci sono interessi superiori rispetto alle normative sugli appalti – ha argomentato il presidente del Consiglio nel corso della conferenza stampa al termine del Vertice europeo – interessi che riguardano la sicurezza interna e l’interesse del Paese e dei cittadini». Dal canto suo la compagnia guidata da Paolo Scaroni ha fatto sapere di aver ricevuto una comunicazione degli addebiti da parte della commissione europea ricordando che la comunicazione degli addebiti ha «semplicemente lo scopo di informare Eni della formalizzazione dell’indagine per consentirle di presentare il proprio punto di vista». In questo modo la compagnia potrà accedere alle informazioni in possesso della Commissione e «presentare tutti gli elementi utili al fine di provare la correttezza dei propri comportamenti ». Se dovesse risultare in torto, Eni ha già fatto sapere che prenderà «rimedi strutturali», consistenti nella cessione di tutte le quote detenute nei gasdotti in questione.  A sostegno della politica nazionale di approvvigionamento energetico si è schierato anche il presidente del Codacons, Carlo Rienzi. «Fa bene il premier – ha sottolineato Rienzi – a difendere le potenzialità del nostro Paese e ad alzare la voce con l’Unione Europea,ma inItalia deve esserci più concorrenza nel settore energetico, così da abbassare le tariffe a tutto vantaggio delle famiglie italiane». La commissione ritiene, in via preliminare, che Eni abbia violato le regole comunitarie della concorrenza nella gestione di alcuni gasdotti di importazione di gas naturale. Il comportamento della società, secondo la Ue, avrebbe limitato la concorrenza sul mercato, danneggiando i clienti in Italia. L’organo ha formalmente avviato una procedura in data 20 aprile 2007 a seguito di un’indagine iniziata ex officio che ha comportato ispezioni condotte a sorpresa presso i locali della società. La comunicazione degli addebiti riguarda la gestione e il potenziamento dei gasdotti di Eni per l’importazione di gas naturale in Italia dai punti di consegna in Austria (gasdotto Tag) ed in Germania (sistema di gasdotti Tenp/Transitgas). La recente crisi nell’approvvigionamento del gas – si legge nella nota della commissione – ha dimostrato che la possibilità di accesso alle infrastrutture di trasporto del gas in Europa costituisce elemento essenziale per favorire l’integrazione dei mercati e lo sviluppo della concorrenza.
 

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