20 Marzo 2009

“Seguito progetto e capitolato”

 
Codacons pronto a costituirsi parte civile per tutelare le persone danneggiate. La Cogestra prepara la difesa e si preoccupa dei feriti.

 
“Abbiamo eseguito i lavori a regola d’arte, secondo le disposizioni del direttore dei lavori e utilizzando i materiali che erano stati inseriti nel capitolato”, spiegano i rappresentanti della Cogestra raggiunti al telefono. Poi non vogliono dire di più. Sono momenti delicati. Legali e ragionieri sono al lavoro per preparare la documentazione che il pm richiederà. Nel frattempo si sono tenuti informati sulla condizione dei feriti, “perchè la nostra coscienza è a posto e siamo nel cuore a queste persone che si sono trovate a vivere una simile situazione”. I telefoni nel pomeriggio suonano a vuoto. Non è più il tempo di parlare. La Cogestra è una ditta di Marcianise, un centro di cinquantamila abitanti in provincia di Caserta. Un paese “difficile”. La ditta lavora soprattutto al nord, moltissimo in Toscana dove ha appalti pubblici e commissioni di privati. Gaetano Colella, l’imprenditore di 23 anni rappresentante legale della società fino al termine dei lavori della piscina e oggi direttore tecnico, sa che potrebbe essere uno dei soggetti iscritti nel registro degli indagati, e per questo preferisce tenere una posizione defilata. Intanto il Codacons, che per finalità statutaria tutela gli utenti dei servizi tra cui quelli degli gli impainti sportivi, annuncia l’intenzione di prendere tutte le iniziative del caso per tutelare i consumatori e per tale motivo preannuncia la volontà di costituirsi sia parte offesa che parte civile nel procedimento penale appena iniziato al fine di affiancare i danneggiati dall’evento. “Risulta che molti frequentatori della piscina avevano denunciato recentemente infiltrazioni d’acqua dal soffitto dell’impianto e che i feriti siano a una ventina, di cui due molto gravi. L’orario in cui è avvenuto il crollo è quello di normale frequentazione, sembra infatti che vi fossero una quarantina di persone in acqua. Non si può non garantire la sicurezza degli utenti di impianti sportivi esponendoli al rischio di crolli e i responsabili tecnici ed amministrativi responsabili devono rispondere dell’accaduto, mentre il Comune deve intervenire immediatamente per risarcire i danni dei malcapitati utenti della piscina comunale”. “L’immobile è ora sotto sequestro – prosegono dal Codacons – – le indagini sono condotte dal pm Nicola Marini della Procura di Siena e dai primissimi rilievi tecnici emegerebbe l’ipotesi di un cedimento strutturale, in particolare i fili di acciaio che sorreggono la struttura in alluminio su cui poggiano i pannelli isolanti sono caduti nella vasca: le cause sono ancora da accertare così come le responsabilità sia civili che penali”. “Chiunque voglia predere contatti con il Codacons – concludono gli avvocati Bruno Barbieri e Mariangela Marangoni – può chiamare il numero verde 800.05.08.00”
 

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