20 Marzo 2009

Sono legittimate ad agire per tutelare gli interessi dei consumatori

Sono legittimate ad agire per tutelare gli interessi dei consumatori patrocinando azioni legali singole o collettive. Si rivolgono direttamente ai tribunali per chiedere i risarcimenti danni a favore degli utenti: sono le 17 associazioni dei consumatori riconosciute a livello nazionale, "controllate" dal ministero dello Sviluppo economico e accreditate nelle diverse regioni.
      A Nordest quelle riconosciute sono una decina, hanno centomila iscritti (altrettanti sarebbero quelli delle "non riconosciute") e tutelano direttamente ogni anno circa 5.000 casi di consumatori gabbati. Entro il 14 aprile avranno da dividersi un milione e 300 mila euro di finanziamenti frutto delle multe incassate dall’Autorità Garante della concorrenza e del mercato, quello stesso ente che venti giorni fa ha comminato sanzioni a 26 produttori di pasta colpevoli di aver aumentato i prezzi di vendita facendo cartello. Quei soldi, a condanna definitiva, finiranno nelle dotazione del 2010, mentre le cifre che vanno a dividersi in tutta Italia quest’anno derivano dalle multe del 2007 a compagnie petrolifere e telefoniche. La "torta" per il biennio 2009/10 è di 18 milioni di euro, alle Regioni ne saranno girati 14 mentre gli altri 4 saranno spesi direttamente dal dicastero dello Sviluppo economico su indicazione del ministro Claudio Scajola.
      Per accedere ai finanziamenti – erogati dunque tramite le Regioni – ogni associazione deve dimostrare di avere un numero di iscritti non inferiore allo 0,2 per mille degli abitanti (comunque non meno di 30 mila, 2500 in Veneto) ed essere presenti e attive in almeno 5 regioni.
      In Veneto quelle riconosciute – che possono quindi accedere ai finanziamenti statali – sono sette, altre sei invece sono quelle "doc" in Friuli Venezia Giulia (solo tre sono accreditate in entrambe le regioni ovvero Adiconsum, Federconsumatori e Legaconsumatori ovvero le tre espressione di grandi organizzazioni sindacali quali Cisl, Cgil e Acli). «Grazie a convenzioni stipulate ad hoc possono utilizzare le sedi e le strutture di quei sindacati – spiega il decano dell’Acu, il padovano Gianni Cavinato, che conta di rientrare presto nel suo Veneto con la sua "sigla" attiva soprattutto sui temi etici – questo le favorisce, ma dagli anni Novanta sono nati e cresciuti un’altra ventina di gruppi».
      Oltre alle 13 ufficialmente riconosciute in Veneto e Friuli, ci sono in effetti altre associazioni (Adoc, Adusbef, Altroconsumo, Assoutenti, Centro consumatori, Codacons, Mdc) che hanno sedi e sono attive a Nordest, ma per ora non accedono ai finanziamenti regionali.
      Ma come funziona il meccanismo di assegnazione di tali fondi? Oltre alle quote sociali – i tesseramenti vanno dai 20 ai 50 euro all’anno – ogni associazione incassa la fetta di multe erogate dall’Autorità della concorrenza secondo regole stabilite dalle Regioni. Per quest’anno si parla di 14 milioni di euro che lo Stato "gira" alle 20 Giunte regionali in base alla popolazione. Ed ecco che al Veneto (8% degli abitanti) sono stati assegnati 1.046.281,74 euro, al Friuli Venezia Giulia, invece, per il suo 2,06% di abitanti vanno solo 292.978 euro.
      La ripartizione non è solo matematica, le Regioni devono infatti stabilirla in base ai progetti presentati e alle attività valutate dalla Consulta regionale dei consumatori e degli utenti.
      Nell’ultimo biennio in Veneto la più attiva è stati Adiconsum (vedi tabella) che ha incassato 219 mila euro, quasi 210 mila sono andati a Mc, altri 185 mila a Federconsumatori e, infine, 83.616 euro ha utilizzato la Lega "emanazione" delle Acli. All’asciutto sono rimaste la neo entrata Unione Consumatori di Cassola (Vi), la casa del Consumatore (che per il prossimo biennio ha però presentato un articolato progetto per la sicurezza alimentare) e la A.di.co..
      Le quattro finanziate nel 2007/08 in effetti hanno curato una rete di sportelli (addirittura 46 quelli di Federconsumatori collegata alla Cgil), hanno realizzato due progetti mirati alla tutela della salute pubblica e un monitoraggio dei consumi delle famiglie e dei giovani.
      «Anche quest’anno ci sono progetti interessanti – anticipano dal settore commercio della Regione Veneto – che i nostri tecnici stanno valutando per proporre poi alla giunta la ripartizione dei fondi. Nello scorso biennio furono suddivisi fra 4 associazioni 696.700 euro statali mentre altri 300 mila furono utilizzati direttamente dalla Regione sempre nello stesso ambito».
      A differenza del Veneto che non stanzia fondi propri, la Regione Friuli VG negli ultimi tre bienni ha messo a disposizione oltre centomila euro l’anno, ma l’ultima crisi finanziaria ha dimezzato i fondi per cui quest’anno i 6 enti riconosciuti dovranno dividersi una torta meno ricca: «L’importante è quello che si riesce a realizzare e gli utenti che si riescono ad aiutare – ricorda Antonio Ferronato dell’Adoc di Trieste "legata" alla Uil – noi ad esempio seguiamo dai 400 ai 500 casi l’anno e almeno 200 vengono risolti soprattutto in via extragiudiziale. Arrivare alla causa è proprio l’ultima spiaggia, ma in questi casi forniamo agli iscritti una consulenza dettagliata».
      Anche le altre associazioni non comprese negli elenchi regionali realizzano iniziative a Nordest facendo conto soltanto sui fondi propri (derivanti dalle quote sociali) o sull’azione dei volontari: «La nostra ad esempio – conclude Mario Vio di Assoutenti Veneto – è molto attiva nel settore dei trasporti effettuando monitoraggi sulla qualità del servizio di Trenitalia: la Regione ci fornisce il pass per potr salire sui convogli e i nostri volontari battono a tappeto i 500 km di linee Fs, ma spesso succede che ci rimettiamo del nostro dovendoci pagare i supplementi».
      Da segnalare che la Guardia di Finanza proprio lo scorso anno ha effettuato controlli approfonditi sui bilanci e i documenti di tutte le associazioni: a Nordest non è stato riscontrato alcun abuso.
     

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