20 Marzo 2009

In aula soltanto imputati e parti lese

E intanto il presidente ribadisce: «Dal tribunale nessuno ha consigliato di non partecipare» Lunedì parte il processo, a porte chiuse: il pubblico non può presenziare

 FERRARA. E’ ormai tutto pronto. Anche se potrebbe essere una partenza falsa quella del processo per il crac Coopcostruttori, perché è sempre più concreta l’ipotesi di un rinvio dell’udienza di lunedì prossimo per impedimenti gravi di alcuni legali. In tribunale – del resto, informano dalla presidenza – hanno già predisposto tutto, ma si tratta perlopiù di gestire problemi pratici quali la viabilità davanti a palazzo di giustizia, in via Borgo Leoni, visto l’annunciato afflusso di un gruppo di una quarantina di risparmiatori del Carspac2 che protesteranno pacificamente davanti al tribunale. Duqnue, nessun problema di ordine pubblico, sottolinea il presidente del tribunale Pasquale Maiorano che ieri ha voluto ribadire che «il consiglio per gli imputati di non partecipare all’udienza, riportato da notizie stampa, non proviene dagli organi del tribunale». La notizia pubblicata anche dalla Nuova Ferrara, raccolta fonti della difesa, informava che gli imputati, pur nel loro diritto di presenziare, non sarebbero stati in aula per non ingenerare tensioni, alla prima udienza, con le «vittime» del crac. Lo stesso presidente del tribunale, in una nota stampa inviata ieri ha affermato che «va altrettanto fortemente ribadito che anche per l’udienza preliminare è diritto degli imputati, così come peraltro delle parti offese, di partecipare al processo che li vede interessati e che nessuna ragione, tantomeno quella riportata dalla stampa, può non solo impedire, ma nemmeno sconsigliare la loro partecipazione». Dunque, chi vorrà, potrà essere presente in aula, ma solo se parte processuale, se imputato o parte lesa, perché l’udienza si svolge in camera di consiglio, a porte chiuse, e dunque non è prevista la partecipazione del pubblico (i curiosi, per intenderci). L’udienza di lunedì prossimo, da quanto si apprende, sarà dedicata, come vuole la prassi, alla costituzione delle parti civili.  Uno degli avvocati più «rodati» in maxiprocessi per crac (Parmalat, tubo Tucker, Cirio, Giacomelli), Bruno Barbieri, dell’associazione consumatori Codacons, spiegava ieri che come accaduto in tanti altri procedimenti, il giudice raccoglierà la documentazione delle costituzioni di un numero elevato di persone: «la prassi vuole che vi via dopo il deposito un rinvio congruo per permettere alle parti di valutare la documentazione, e permettere a chi lo vorrà di costituirsi parte civile – tra noi sono diverse le persone – anche all’udienza di rinvio». Il primo atto del processo, dunque sarà questo: l’appello di chi vorrà presentarsi per accusare, dei danni subiti, i 58 imputati. Imputati che secondo la costruzione accusatoria della procura debbono rispondere di 8 capi di imputazione, a vario titolo. All’apice della piramide accusatoria ci sono i 4 massimi dirigenti Coop (Donigaglia, Ricci Maccarini, Verlicchi e Dal Pozzo) che debbono rispondere di associazione per delinquere finalizzata ad operazioni dolose con cui si sono concretizzate tutte le bancarotte (fraudolenta, distrattiva, preferenziale, dissipativa, documentale). Di queste debbono rispondere, in concorso, gli altri 54 imputati: tutti i membri dei cda degli ultimi 10 anni con responsabilità graduate dalla permanenza temporale in consiglio, quindi tre rappresentanti società di revisione (Uniaudit, Reconta, e Ria), tre dirigenti cooperativi (Checccoli, Buzzi, Carpanelli) e così via gli imputati minori.

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