16 Marzo 2009

Troppi gli autovelox installati giornalmente sulla Ss 417, Catania-Gela

Troppi gli autovelox installati giornalmente sulla Ss 417, Catania-Gela. A sostenerlo sono i responsabili dell’associazione dei consumatori Codacons, che hanno chiesto al prefetto di Catania di razionalizzare l’utilizzo di queste apparecchiature elettroniche. O meglio, di disciplinarne l’utilizzo da parte degli organi di polizia locale che li impiegano. Il segretario nazionale del Codacons, Franco Tanasi, ha chiesto la revoca di tutte le multe elevate agli automobilisti.
Da Gela a Caltagirone, nei suoi 90 km di percorso, nei rispettivi territori comunali, le apparecchiature del tipo «Velomatic» si trovano in prossimità degli accessi rurali o in altri punti non facilmente visibili. I legali del Codacons, alla luce di una recente sentenza della Corte di Cassazione, la n. 11131, sono pronti a prestare assistenza a migliaia di automobilisti che presenteranno ricorso agli uffici giudiziari dei giudici di tutta Italia.
Lungo la Ss 417 Catania-Gela i Comuni che utilizzerebbero gli autovelox sono Caltagirone, Mineo, Palagonia e Ramacca. La tolleranza sulla velocità rilevata è del 5 per cento. Vale a dire che la sanzione scatta nel momento in cui l’utente raggiunge i 96 km orari, considerato che il limite imposto dal codice della strada sulle strade statali è di 90 km/h.
Gli autovelox – secondo quanto ravvisa il Codacons – devono essere segnalati 400 metri prima del punto di collocazione.
«Già nel 2007 – dice Tanasi – proprio a Catania, su nostra iniziativa, migliaia di verbali elevati dalla polizia provinciale furono annullati. L’ultima sentenza della Corte di Cassazione limita il malcostume delle amministrazioni all’utilizzo di tali strumenti, unicamente allo scopo di fare cassa, e non la finalità di garantire la sicurezza stradale».
Come si ricorderà, la Corte di Cassazione in quella recente sentenza ha sancito che gli autovelox devono essere «segnalati» e «ben visibili». Diversamente, scatta la condanna per reato di truffa agli automobilisti. In questo modo la seconda sezione penale della Suprema Corte ha confermato il sequestro preventivo nei confronti di un’impresa calabrese titolare della concessione per il noleggio delle apparecchiature autovelox che in tre Comuni calabresi, attraverso apparecchiature autovelox ben occultate all’interno di autovetture, aveva elevato multe a raffica agli automobilisti tratti in inganno dagli autovelox nascosti.
Il sequestro delle apparecchiature era già stato disposto dal Tribunale di Cosenza, lo scorso 7 maggio. Inutile il ricorso in Cassazione del legale rappresentante della concessionaria, che chiedeva il dissequestro delle apparecchiature. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso.
 

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this