11 Marzo 2009

Picchiato e drogato “Analizzate i vestiti”

   Le analisi hanno accertato che nelle urine di Pierluigi Chiarla, il presidente provinciale del Codacons picchiato e abbandonato sotto la biglietteria Sud dello stadio Friuli, non ci sono tracce di droghe.  Ma lui insiste: «Mi hanno imbottito di pasticche a forza di botte, alcune inchieste del Codacons hanno infastidito». L’uomo ieri pomeriggio è stato a lungo sentito in Questura dagli uomini della Squadra Mobile. Ha confermato la sua versione: un informatore che doveva dargli indicazioni su una società che ha vinto un appalto in ospedale è andato a prenderlo sotto casa, alle 6 del mattino, improvvisamente dal sedile posteriore è sbucata una seconda personale che lo ha bloccato. Poi il pestaggio e le pastiglie. Chiarla è stato ritrovato con la faccia gonfia di botte dopo oltre 24 ore.  «Sono rimasto tutta la notte sotto la pioggia – ha detto attraverso un comunicato stampa del Codacons – quando gli uomini del 118 mi hanno portato in ospedale le mie gambe erano ormai gelate, per fortuna avevo il cappuccio del giubbotto in testa».  Sull’assenza di tracce di farmaci nelle urine è lo stesso avvocato Vitto Claut, presidente regionale Codacons, a intervenire: «A distanza di 24 ore è ovvio che siano smaltite». Claut suggerisce alla polizia di esaminare la biancheria intima e i pantaloni di Chiarla, rimasto un giorno bloccato a terra. «I panni non sono stati lavati – dice il legale – sono a disposizione della magistratura». Claut ha anche raccolto delle bottiglie di plastica nel parcheggio dello stadio Friuli. Dice che «potrebbe esserci anche quella usata per costringere Chiarla ad inghiottire le pasticche». Chiarla ricorda una bottiglia verde da mezzo litro. Claut ne avrebbe ritrovare due.

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