10 Marzo 2009

L’ORO DEI QUIZ

TELEVISIONE OGNI GIORNO 11 ORE DI GIOCHI TELEVISIVI A PREMI L’ORO DEI QUIZ

La Tv mette in palio più di due milioni di euro ogni giorno. Ma una ricerca rivela che chi vince una somma consistente ha serie probabilità di stare peggio nel giro di pochi anni. Aveva ragione Renzo Arbore, quando scimmiottava le trasmissioni a premio cantando quella memorabile canzoncina La vita è tutta un quiz? No, quella era solo una parodia, però senza trucco e senza inganno, ma la Tv, privata o pubblica, con i quiz ci marcia. A cominciare dalla scelta dei concorrenti che, "provinati", rivelano i loro punti deboli, i loro numeri fortunati, le loro scaramanzie, tutto quanto, insomma, può aiutare a pilotare verso una sicura sconfitta o a una vincita modesta, ma fondamentale per le esigenze del concorrente. La tentazione di partecipare a un gioco o a un semplice quiz con relativi montepremi è fortissima, e in più si aggiunge quel quarto d?ora di celebrità che Andy Warhol ha "assegnato" a ogni comune mortale. Si calcola che da quando è nata la Tv, circa la metà della popolazione italiana adulta abbia tentato di proporsi come concorrente. Poi, da quando si cercano i partecipanti ai reality show il numero è sensibilmente aumentato: comunque, ogni giorno i palinsesti delle principali reti televisive dedicano a quiz, game show e infotainment (informazione più intrattenimento) almeno 11 ore di programmazione, sulle complessive 144 (calcolo medio) dell?intera giornata. Ma spesso si arriva a picchi di 15 ore. Carlo Conti conduce su Raiuno L’eredità. Canale 5 mette in palio più di un milione di euro al giorno (solo con Chi vuol essere milionario di Gerry Scotti si può portare a casa un milioncino), ma Raiuno segue a non poca distanza con gli 815 mila euro a disposizione di chi vuol tentare la fortuna. Una somma spalmata in cinque programmi, dal primo mattino ad Affari tuoi, il gioco dei pacchi che da solo mette in palio 500 mila euro. «Quello messo in atto», precisa Saro Trovato, presidente di Comunicazione perbene, «è un bombardamento mediatico pericolosissimo. Oggi basta accendere la televisione per assistere a programmi che regalano cifre esorbitanti e fanno perdere anche quello stimolo di eccezionalità che un tempo creò la fortuna del quiz e dei giochi a premi». Da uno alla settimana s?è passati a una vera e propria inflazione di "offerte" di guadagni facili, che non hanno niente a che vedere con quanto succedeva quando c?erano Lascia o raddoppia? e Il musichiere. Se Raffaella Carrà prometteva nello spettacolo abbinato alla Lotteria (che già aveva come premio finale cinque milioni di euro) vincite sino a 750 mila euro, Paperissima prometteva al concorrente che avesse realizzato il filmato più spiritoso 100 mila euro. Quando gli euro sono "virtuali" Gli euro, come vedremo, sono spesso virtuali, ma ci sono anche trasmissioni che danno premi "in natura". Su Raidue, Mattina in famiglia, per risolvere un cruciverba dispone di poche centinaia di euro, Mezzogiorno in famiglia mette in lizza i Comuni d?Italia, che possono vincere un pullman. A Geo & Geo si gioca per vincere pannelli solari, La prova del cuoco mette in palio una batteria di pentole, Per un pugno di libri regala alla squadra di ragazzi che vince un carrello della spesa pieno di libri, Occhio alla spesa offre buoni acquisto per generi alimentari oppure casalinghi, Alle falde del Kilimangiaro regala viaggi. Davide Pavesi, che nel 2004 ha vinto un milione di euro al quiz Chi vuol essere milionario (Canale 5) . Insomma, fatti due conti, la Tv mette in palio 84.272 euro l?ora, 1.404 ogni minuto, vale a dire 23 al secondo. Ma qui viene il bello: non è tutto oro quello che luccica. I premi, infatti, si differenziano sostanzialmente, se li vince un concorrente che gioca in una trasmissione Rai o in una di Mediaset. Come si sa, solo le lotterie e i giochi "benedetti" dallo Stato (il Lotto, il Superenalotto) sono esentasse: chi vince in un quiz o in un gioco televisivo su Mediaset riceve la cifra a domicilio entro 180 giorni (decurtata del 20 per cento per le tasse) in gettoni d?oro che portano inciso il marchio del biscione, fabbricati da aziende specializzate. Questi gettoni non sono convertibili in banca, se non accettando la valutazione di "oggetti in oro vecchio", ma chi vince viene raggiunto da una tempestiva telefonata di agenzie che si offrono di "ritirare" il malloppo con un prezzo definito "ragionevole" (si dice che 100 mila euro diventino subito 70 mila). Così quei gettoni non devono essere riconiati per un altro concorrente, ma tornano al punto di partenza. In sostanza, girano sempre quelli, eliminando un sacco di spese. I gettoni sono coniati in tagli da 25, 50 e 500 euro e vengono consegnati a casa in buste sigillate, entro sei mesi, e le spese di spedizione sono a carico del ricevente. Poiché è facoltà delle varie Tv di pagare in denaro o in gettoni d?oro, Mediaset ha mantenuto l?abitudine di pagare in gettoni d?oro, la Rai ha scelto un sistema misto: mentre L?eredità e Affari tuoi pagano in euro, mediante accredito bancario, le altre trasmissioni offrono "pagamenti in natura", come oggetti di vario genere da scegliere tra quelli che gli inserzionisti mettono a disposizione. «I giochi trasmettono ottimismo» Poche settimane fa l?onorevole Walter Veltroni ha preso una posizione durissima su quiz e giochi a premi: «Ci sono trasmissioni televisive in cui si guadagnano milioni senza far nulla e trasmettono al Paese un messaggio sbagliato». Il direttore di Raiuno, Fabrizio Del Noce, replica che «i giochetti in Tv diffondono ottimismo», e naturalmente anche il direttore di Canale 5, Massimo Donelli, sostiene: «I premi in Tv esistono dalla notte dei tempi, fanno parte della storia della Tv, non solo italiana». Poi, spostando l?argomento dalla Tv privata a quella pubblica, sostiene: «Quest?anno nei nostri programmi, dal Grande Fratello a La corrida, i telespettatori possono vincere buoni acquisto per fare la spesa. Si deve distinguere tra la Tv commerciale, che non gode di un canone, e quella pubblica». Interviene anche Gerry Scotti:«I miei dilettanti allo sbaraglio hanno solo un modesto rimborso spese, ma vengono per giocare, per passare una serata diversa, al contrario dei ballerini della Carlucci, che per ballare con le stelle percepiscono ingaggi "principeschi». Comunque, nel suo Milionario, i concorrenti hanno guadagnato in sei anni 15 milioni e 632 mila euro! La filosofia del quiz o del gioco che ti fa guadagnare soldi è cambiata: Mike Bongiorno, che ha portato il quiz televisivo in Italia, sostiene: «Ormai è tutta questione di fortuna come al gioco dei tre bussolotti. L?inizio della fine è stato quando per tirare su gli ascolti hanno cominciato a dare tre, quattro risposte per ogni domanda». Max Giusti (Affari tuoi, Raiuno) (foto Ansa). Ai tempi di Mike ogni concorrente veniva scrutinato tre volte, la prima a casa sua, la seconda a casa di Mike e la terza in studio. Poi, venivano consegnati dei libri sulla materia scelta e il concorrente doveva studiarli: le risposte alle domande le avrebbe trovate tutte lì. Sono lontani i tempi di Mike Oggi, di solito i concorrenti di giochi che richiedono risposte nozionistiche sono prima sentiti telefonicamente, poi vengono interrogati sulla cultura generale e, quindi, devono rispondere a un questionario di trenta domande. L?attesa da quando si presenta la domanda a quando viene chiamato in trasmissione è di solito molto lunga: Davide Pavesi, il venticinquenne di Milano che ha vinto un milione di euro da Gerry, ha aspettato la convocazione per un anno e mezzo, e la vincita l?ha investita acquistando immobili. Sono lontani i tempi in cui Mike Bongiorno offriva ai vincitori per la domanda finale (davvero difficile) 5 milioni e 125 mila lire e, come premio di consolazione, una Seicento; o quelli in cui il primo grande vincitore del Musichiere di Mario Riva, il cameriere Spartaco D?Itri, vinse 8 milioni. I record di oggi, in euro, sono plurimiliardari (in lire). Il signor V. D. P., molisano, ha vinto il superpacco da 500 mila euro ad Affari tuoi; mentre la signora G.T., che ha vinto la stessa cifra, quando, interpellata da Staffelli di Striscia la notizia su una presunta irregolarità (mai provata), che l?avrebbe costretta a restituire i soldi, ha risposto con grande buonsenso: «La cosa importante è la salute!».  Il Codacons attacca la Rai Mentre tra Codacons, l?ente che tutela i diritti dei cittadini, e la Rai è in atto una polemica che riguarda proprio Affari tuoi, ed esiste anche un atto formale del ministero dello Sviluppo economico, del 12 gennaio scorso, secondo il quale «la trasmissione a premi denominata Affari tuoi è da considerarsi vietata in quanto ha avuto svolgimento senza che la società promotrice abbia mai adempiuto alle disposizioni recate dal Dpr 430/2001». Comunque la trasmissione va in onda regolarmente, perché la Rai respinge ogni accusa. Ma quella signora che ha parlato di salute ha, inconsciamente, messo il dito nella piaga. Un?indagine svolta da due ricercatori della Paris School of Economics, Andrei Clark e Bènedicte Apouey, ha confermato che i soldi non fanno la felicità, sostenendo che chi vince alla lotteria o a un gioco televisivo una somma consistente ha serie probabilità di stare peggio nel giro di pochi anni. L?inchiesta, condotta tra il 1995 e il 2005, tra 16 mila persone incluse nel British Panel Study, ha appurato che ritrovarsi da un momento all?altro ricchi sfondati dà, al primo momento, una sensazione di benessere mentale, ma successivamente i comportamenti che seguono la vincita danneggiano la salute. Antonio Lo Jacono, presidente della Società italiana di psicologia, avverte: «Abbandonarsi agli eccessi è il segnale che, sotto sotto, anche l?equilibrio mentale non è più così solido». Insomma, tutti vorremmo vincere un jackpot miliardario, ma poi dovremmo mantenere uno stile di vita maturo e consapevole, senza stravolgere il quotidiano. Sempre secondo le stime di Lo Jacono, il 35 per cento dei vincitori di grossi premi dopo un po? si accorge che stava meglio prima. Ammalarsi di ricchezza? Sembra un paradosso, ma chi, sinceramente, può sapere come si comporterebbe se si ritrovasse a essere straricco? E anche questa è una domanda da un milione di euro!
 

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