Il Ponte sullo Stretto, il il Mose (la barriera salva-Venezia), ma anche la Pedemontana
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fonte:
- l`Adige
ROMA – Il Ponte sullo Stretto, il il Mose (la barriera salva-Venezia), ma anche la Pedemontana, il completamento della Salerno-Reggio Calabria, la ristrutturazione delle scuole, la costruzione di nuove carceri. Il governo spinge sulla leva delle infrastrutture per il rilancio dell’economia italiana, impastoiata dalla recessione e mette così sul tavolo i 16,6 miliardi già preannunciati, e vi aggiunge anche un altro miliardo e 200 milioni di interventi per ristrutturare le scuole e realizzare nuove carceri. In totale:17,8 miliardi di euro. Al fianco delle grandi opere, che possono rappresentare un volano per l’economia soprattutto nel medio termine, arrivano quindi risorse per interventi minori, con tempi di attivazione bassissimi e in grado di spingere rapidamente l’economia in modo diffuso sul territorio. Ma tutte le opere finanziate sono comunque scelte tra quelle «pronte e cantierabili nel più breve tempo possibile», ha affermato il ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli. A dare il via libera al nuovo pacchetto di risorse è stato il Cipe, il comitato interministeriale per la programmazione economica che si è riunito ieri mattina a Palazzo Chigi poco prima del Consiglio dei ministri. Il piatto forte è stato il finanziamento delle grandi opere mentre, per i fondi a sostegno delle imprese, le pressanti richieste dei diversi ministri hanno portato a una mediazione: la creazione di un fondo da 9 miliardi nella disponibilità della presidenza del Consiglio, che sarà attivato su progetti immediatamente realizzabili che saranno presentati dai singoli ministeri. Sul fronte delle grandi opere arrivano i primi 1,3 miliardi per avviare la costruzione del Ponte sullo Stretto per il quale è stimata una spesa di 6,1 miliardi, e 800 milioni per il sistema Mose a Venezia. Sono previsti 2.750 milioni di contributo pubblico per l’alta velocità ferroviaria (le tratte Milano-Verona; Milano-Genova prima fase; oneri ambientali per la Firenze-Bologna; il primo stralcio dell’asse pontremolese) e 1,5 miliardi per realizzare metropolitane (la linea C di Roma, la metro regionale campana, le reti di Palermo e Catania, le metro di Bari e Cagliari, gli adeguamenti per Parma Brescia e Bologna) e finanziare le reti di trasporto in vista dell’Expo milanese del 2015. Molti anche gli interventi stradali, finanziati con contributi pubblici (2 miliardi) e privati (8,090 miliardi), tra i quali alcuni riguardano il traforo del Frejus, il sistema pedemontana Lecco-Bergamo e il completamento della Salerno-Reggio Calabria La vera novità è però rappresentata da uno stanziamento di 1,2 miliardi, che si aggiunge ai 16,6 dei quali si era difatti già parlato. Un miliardo andrà a finanziare interventi di edilizia scolastica «per rendere le scuole più sicure», ha detto il ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini». La cifra, però, viene considerata «irrisoria» dal Codacons. Sono invece 200 i milioni che andranno al fondo per l’edilizia carceraria: per il sottosegretario alla Giustizia, Elisabetta Alberti Casellati, si tratta di «un segnale importantissimo che dimostra la concreta volontà del governo Berlusconi di porre rimedio all’emergenza carceraria».
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