Sarà in vigore da aprile e si annuncia come una rivoluzione nelle norme che regolano la convivenza uomo-cane
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fonte:
- Il Mattino
Sarà in vigore da aprile e si annuncia come una rivoluzione nelle norme che regolano la convivenza uomo-cane. Scompare infatti la «lista nera» delle razze pericolose – la black list che ne comprendeva 17 – e arriva la definizione di «cani impegnativi» (grossa stazza e potenza mascellare) e un registro dove verranno indicati i cani morsicatori e a rischio potenziale elevato. Secondo l’ordinanza, infatti, non si può stabilire la maggiore aggressività di un cane in base alla razza o loro incroci. Insomma, unici responsabili, sotto il profilo penale e civile, saranno i proprietari o i loro temporanei sostituti. Inoltre guinzaglio obbligatorio, lungo massimo un metro e mezzo, sempre e in qualsiasi luogo pubblico, anche nei parchi, tranne che nelle aree attrezzate ad hoc dai Comuni, e soprattutto patentino e corsi formativi obbligatori per chi possiede cani impegnativi. Corsi, naturalmente, consigliati a tutti e che saranno regolati da un decreto apposito da emanare entro 60 giorni dall’entrata in vigore dell’ordinanza. E ancora: museruola sempre in tasca per situazioni di pericolo e guerra a tutti quegli addestramenti per esaltare l’aggressività dei cani, stop alle operazione di selezione ed incrocio tese allo stesso fine, agli interventi chirurgici destinati a modificare la morfologia o non finalizzati a scopi curativi. Cani impegnativi inseriti invece nel registro dei «vietati» a chi ha subito una condanna, anche se non definitiva, e ai minori di 18 anni. «Un’ordinanza storica – dice il sottosegretario alla Salute, Francesca Martini – Abbiamo superato la black list che era una foglia di fico e abbiamo alzato il livello di garanzie per i cittadini. Non esistono razze pericolose: quelle 17 indicate nella precedente ordinanza hanno fallito l’obiettivo perchè di fatto non si era inciso sulla responsabilità dei proprietari, tanto che non sono diminuite le aggressioni, che anzi sono avvenute in modo costante e in ambito familiare oppure legate alla piaga del randagismo». Inoltre per la prima volta ai veterinari viene dato un ruolo di prevenzione. Questi ultimi hanno sottolineato «il fattore ambientale» che prende il sopravvento sulla base genetica. «Bene l’ordinanza» anche per Carlo Scotti, presidente dell’Associazione nazionale medici veterinari italiani (Anmvi): «Siamo sempre stati contrari a liste di proscrizione». Apprezzamento anche dal mondo parlamentare: «Apprezzo – dice il capogruppo Pdl al Senato, Maurizio Gasparri – la determinazione di affrontare questo tema che riguarda milioni di persone». Di qui – afferma Martini – la necessità di arrivare a un ddl. Tranne il Codacons, che ha annunciato ricorso al Tar al momento dell’entrata in vigore dell’ordinanza, le associazioni animaliste hanno espresso soddisfazione. «L’ordinanza – sottolinea il presidente dell’Enpa, Carla Rocchi – è un sano federalismo canino e riporta i problemi al territorio». Per il presidente della Lega Antivivisezione (Lav), Gianluca Felicetti «è l’inizio di un cambiamento. Aspettiamo che l’ordinanza diventi legge».
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