27 Febbraio 2009

La diatriba bancaria Italia-San Marino penalizza 7mila frontalieri

CODACONS IL MINACCIATO BLOCCO DI ASSEGNI E CARTE DI CREDITO NUOCE AI LAVORATORI ITALIANI

 RICEVIAMO e pubblichiamo LA DIATRIBA giuridica fra le banche italiane e quelle sammarinesi sta recando non poca apprensione nei consumatori e soprattutto nei tanti lavoratori italiani che prestano la loro attività nella vicina repubblica. I cosiddteti frontalieri sono una risorsa per Rimini e per l’Italia, sia perchè non occupando posti di lavoro nel nostro paese li rendono liberi per altri, sia perchè con i loro salari incrementano le casse dello Stato italiano e la loro posizione contributiva non grava sull’Inps. Si calcola che i frontalieri siano circa 7mila e pertanto, ogni mese, questi lavoratori portano denaro in Italia pari a 14 milioni euro, ossia ben 168 milioni di euro all’anno. Il nostro governo dovrebbe tenere presente tale limpida situazione. Il minacciato blocco degli assegni circolari e delle carte di credito sammarinesi in Italia, nuoce gravemente ai frontalieri. Essi portano il loro sudato salario in Italia proprio in assegni circolari e/o carte di credito. La diatriba rischia di far rimanere buona parte dei salari in San Marino o farli arrivare in Italia in contanti, con rischio di rapine e/o furti. SI SA che la circolazione di contante fa molto gola alla malavita. Non siamo riusciti a capire quale sia la vera ragione della diatriba: gelosia e concorrenza bancaria? A corto di contante delle banche italiane? Periodo di vacche magre? Riciclaggio di denaro? La repubblica di San Marino è uno stato sovrano così come lo è l’Italia. Fra i due Stati vige il principio della reciprocità espresso chiaramante dall’art. 4 della L 666/1939 n. 1320 che così sancisce: «i cittadini di ciascuno dei due Stati saranno ammessi nel territorio dell’altro all’esercizio di qualsiasi industria, commercio, professione o arte e potranno accedere a qualsiasi pubblico impiego a parità di condizione con i nazionali». In virtù di tale principio le banche sammarinesi hanno le stesse potestà di quelle italiane e dunque i titoli di credito (assegni e carte di credito) degli uni valgono sul territorio dell’altro. Il principio di uguaglianza, testè ricordato, è stato più volte riconfermato e sancito dai giudici italiani. La Corte d’Appello di Bologna se ne è occupata con sentenza n. 1100/2001. La Corte di Cassazione con la recentissima sentenza n. 3172/09 depositata il 20.1.09, ha ricordato e riconfermato tale principio. Ad esso è ispirato l’accordo-convenzione dell’1.4.94 in materia di rapporti finaziari e valutari fra l’Italia e San Marino. Il Consiglio dell’Unione Europea, con decisione del 31.12.98 ha autorizzato la repubblica di San Marino ad usare l’Euro come propria moneta, delegando l’Italia a regolarne i rapporti, rapporti siglati con la convenzione del 29.11.00.  E’ BENE ricordare che proprio in virtù del periodo di reciprocità, le banche di San Marino, come quelle italiane sono responsabili, se vi sono gli estremi ovviamente, per la vendita di quei titoli azionari (bonds Argentina, azioni Parmalat, Cirio, ecc) finiti in default e che tanto hanno amareggiato i risparmiatori italiani ed anche sammarinesi.
CODACONS Il v.presidente regionale aggiunto avv. Angelo Raffaele Beatarice
 

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