Riflettori accesi sull’impianto di depurazione di foce Sarno
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fonte:
- Il Mattino
Castellammare. Riflettori accesi sull’impianto di depurazione di foce Sarno. Stavolta a puntare il dito contro la struttura della periferia stabiese, (che smaltisce le acque domestiche con trattamenti chimici e non biologici), è l’associazione a difesa dei consumatori della città delle acque, che ieri mattina si è presentata ai cancelli della Tme, ditta appaltata dalla Regione Campania, per cercare di avere risposte più chiare e precise sull’effettivo funzionamento dell’impianto, per il quale, i cittadini pagano un corrispettivo per un consumo presunto. La denuncia del Codacons, che in questi giorni presenterà anche un esposto alla Procura della Repubblica, nasce quindi dall’esigenza di tutelare tutti gli stabiesi che pagano per un servizio tutto sommato ancora in divenire, come spiega la presidente dello sportello pubblico di via D’Annunzio, Anna Baccari. «Le risposte che abbiamo avuto sono state piuttosto esaustive e ci hanno confermato un quadro già delineato in questi anni, che rimanda a gestioni azzardate e problematiche ambientali e di inquinamento, che forse oggi meritano un approfondimento». Si unisce alla voce un chimico del Dipartimento ambiente e qualità dello stesso ente, Edoardo Nicolais, che non ci sta alle mezze misure che di fatto, da anni, permettono a un impianto non conforme alle recenti normative di immettere in mare acque depurate in maniera ancora più aggressiva senza il passaggio obbligato, biologico, per le utenze domestiche. "Non solo gli scarichi casalinghi vengono trattati in maniera impropria-ha contestato l’esperto- ma quel che è peggio, in questa attività che funziona in maniera illeggittima ed illegale, si palesa un reato ed una truffa ai danni dei consumatori per un servizio che ancora non c’è». Dello stesso parere anche Enrico Marchetti, presidente nazionale della Lista consumatori e vicepresidente nazionale Codacons. Da piazza Giovanni XXIII, arriva anche la dichiarazione dell’assessore all’Ambiente, Raffaele Longobardi, che annuncia una conferenza di servizio proprio sull’impianto di foce Sarno per il prossimo 3 marzo, con i tre interlocutori principali, cioè Comune, Gori, e Regione (che ha disertato già i due primi incontri negli scorsi mesi). «Noi ci atteniamo alla sentenza della Corte costituzionale che sancisce il pagamento del corrispettivo per gli utenti serviti dal servizio di depurazione – ha commentato l’esponente della giunta Vozza – quindi i cittadini devono continuare a pagare. Ma al tempo stesso andiamo nella direzione della riqualificazione del waterfront, con il pieno e regolare funzionamento dell’impianto. Perciò, nel prossimo appuntamento – ha concluso Longobardi – chiederemo all’ente regionale di dichiarare la funzionalità dell’impianto di foce Sarno, per il recupero delle acque domestiche, nell’interesse della collettività».
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