24 Febbraio 2009

Istat, inflazione ancora in frenata Le associazioni dei consumatori: resta alto il costo della spesa

A gennaio l’indice dei prezzi al consumo è cresciuto dell’1,6% contro il +2,2% di dicembre

 
Prosegue la frenata dell’inflazione. A gennaio, rileva l’Istat, l’indice dei prezzi al consumo è cresciuto dell’1,6% rispetto allo stesso mese del 2008, dopo aver segnato un +2,2% a dicembre. Si torna così ai livelli di agosto 2007. Su base mensile, invece l’inflazione è calata dello 0,1%. Una «attenuazione» del ritmo di crescita su base annua dei prezzi si registra nel comparto alimentare (+3,8% in rallentamento rispetto al +4,3% di dicembre), Nel dettaglio, su base tendenziale, il prezzo del pane risulta diminuito dello 0,1% rispetto a dicembre, con un aumento del 2,7% rispetto al 2008 (+3,4% a dicembre). Moderati aumenti congiunturali si registrano al contrario per i prezzi delle carni (+0,1%), il cui tasso tendenziale è sceso nell’ultimo bimestre dal +2,8% al +2,6%. Aumenti su base mensile (+0,1%) inoltre per i prezzi del gruppo «Latte, formaggi e uova» che tuttavia determinano un significativo rallentamento del tasso tendenziale (dal +4,7% di dicembre al +4% di gennaio). In particolare, il prezzo del latte intero fresco si riduce lievemente (-0,1%) su base mensile e aumenta del 4,3% sull’anno.A gennaio drastica riduzione anche per il prezzo dei carburanti. La benzina verde ha registrato il mese scorso una diminuzione dell’1,9% rispetto a dicembre, con un calo del 18,1% rispetto a gennaio 2008. Il gasolio ha registrato invece una diminuzione dei prezzi del 5,7% rispetto al dicembre 2008 e del 17,6% rispetto a gennaio 2008. Da segnalare inoltre che, mentre nel comparto dei servizi si registra un «significativo» rallentamento del tasso tendenziale che passa dal 3% di dicembre al 2,5% di gennaio, balzano, all’interno del comparto, il prezzo dell’abbonamento alle Pay Tv (+14,1%) e l’aumento del canone televisivo (+1,4%). Per la Pay tv ha pesato il recente aumento dell’Iva.Aumenti su base tendenziale si registrano, infine, per i prezzi degli affitti (+3,6%) e per i prezzi dei trasporti aerei (cresciuti del 9,4%rispetto al gennaio 2008). Per contro, i prezzi degli alberghi hanno registrato una diminuzione su base annua dell’1,6%, mentre gli altri servizi di alloggio risultano in calo dello 0,8%. Secondo il ministro dello sviluppo economico, Claudio Scajola, la conferma del calo dell’inflazione all’1,6% in gennaio è un segnale incoraggiante perché conferma che «il calo dei prezzi non deriva dalla riduzione dei consumi, che stanno viceversa tenendo. Questi dati», prosegue Scajola, «indicano che gli italiani hanno compreso che con il calo dell’inflazione, del petrolio e dei tassi d’interesse sui mutui il loro potere d’acquisto non diminuisce, ma aumenta, e non stanno riducendo i propri consumi primari».  Codacons, Adusbef e Federconsumatori mettono invece in guardia sui dati diffusi dall’Istat: è vero che si registra un calo dei prezzi, sostengono, ma resta alta la voce «alimentari», tanto che per il Codacons «ogni famiglia nel 2009 spenderà 480 euro in più» rispetto al 2008, mentre per Adusbef e Federconsumatori l’aggravio sarà di 564 euro. In netta controtendenza l’Adoc, che prevede a fine anno «risparmi fino a 3 mila euro a famiglia.
 

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