24 Febbraio 2009

L’Istat conferma la frenata a gennaio, ma i prezzi degli alimentari restano caldi

 L’energia in calo ferma l’inflazione a più 1,6% I carburanti in un anno sono calati mediamente del 16% Ministro Scajola soddisfatto. Consumatori attenti al cibo

 
 ROMA Il prezzo della benzina scende e, con i listini dei carburanti, frena anche l’inflazione. Il mese scorso i prezzi sono aumentati dell’1,6% rispetto a gennaio 2008, in netto rallentamento rispetto al +2,2% di dicembre. E il principale imputato del calo è proprio il comparto energetico, lo stesso responsabile delle impennate che, in estate, portarono invece l’inflazione sopra il 4%. Con i dati definitivi di gennaio, l’Istat ha così confermato la tendenza al ribasso già iniziata a fine 2008. I prezzi hanno però registrato questa volta una vera e propria battuta d’arresto, soprattutto se si considerano i saldi di fine stagione. L’indice di inflazione armonizzato Ue, quello cioè che tiene conto anche degli sconti, è infatti sceso addirittura al +1,4% – il minimo storico – dal +2,4% di dicembre. Ed anche per la spesa di tutti i giorni l’inflazione è scesa all’1,4%. Il motivo del rallentamento sta proprio nel costo dell’energia. I beni energetici hanno segnato un calo del 2,5% a livello mensile e del 5,4% su base annua (dal -1,3% di dicembre). In particolare, il prezzo di carburanti e lubrificanti è diminuito del 16% rispetto a gennaio 2008, con un -18,1% per la benzina e un -17,6% per il gasolio. Nel confronto con dicembre il prezzo della verde è sceso dell’1,9% e quello del diesel del 5,7%. Anche ieri, il prezzo del petrolio a cavallo dei 40 dollari (100 in meno della scorsa estate, un calo che secondo il ministro algerino dell’energia, Chakib Khelil, potrebbe spingere l’Opec a tagliare ancora la produzione) ha spinto la benzina a 1,15 euro e il gasolio a 1,03. Lo scarto rispetto a un anno fa, quando la verde costava attorno a 1,41 euro e il diesel 1,33, è di 24 centesimi in meno al litro nel primo caso e di 30 centesimi nel secondo. Tradotto in un pieno il risparmio è dunque di 14 euro per il gasolio e di 12 euro per la benzina. Guardando anche al fronte alimentare, particolarmente caldo nel 2008, l’inflazione continua a marciare anche se, evidenzia l’Istat, con «un’attenuazione del ritmo di crescita». Il prezzo del pane è diminuito dello 0,1% rispetto a dicembre, con un aumento del 2,7% rispetto al 2008 (era +3,4% a dicembre). Un lieve calo congiunturale (-0,1%) si registra anche per la pasta, che è invece aumentata del 25,4% rispetto a gennaio 2008 (contro il +28,3% di dicembre). Nonostante la decelerazione, i prezzi degli alimentari continuano però ad allarmare i consumatori, secondo i quali, se si continua così, ogni famiglia italiana spenderà nel 2009 circa 500 euro in più. In controtendenza rispetto alla frenata complessiva, infine, i prezzi della tv: il canone Rai è aumentato dell’1,4% mentre per l’abbonamento delle pay-tv l’incremento è stato del 14,1%, complice la decisione inserita nel decreto anti-crisi di portate l’Iva su Sky dal 10% al 20%.  Le associazioni dei consumatori, però, restano in allarme: i prezzi degli alimentari sono ancora troppo alti e per il Codacons «ogni famiglia nel 2009 spenderà 480 euro in più». Soddisfatto della frenata il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, che sottolinea come il calo dell’inflazione non dipenda dalla contrazione dei consumi. Le vendite infatti tengono e a dimostrarlo, afferma, è l’aumento del fatturato della grande distribuzione. Il sottosegretario Adolfo Urso torna a chiedere alla Bce di tagliare i tassi «per incentivare la ripresa».
 

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this