Gelano i consumi, si raffredda l’inflazione
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fonte:
- L`Unità
A gennaio 1,6% su base annua, in discesa rispetto al 2,2% di dicembre, e si torna così ai livelli di agosto 2007. Su base mensile, l’indice registra una variazione di -0,1%. L’Istat conferma anche un calo dell’inflazione per i prodotti acquistati con maggiore frequenza (alimentari, tabacchi, carburanti, giornali): 1,4%, dal 2,1% di dicembre. Il motivo del rallentamento sta nel costo dell’energia, -5,4% in un anno. Il calo è drastico per i carburanti, con la benzina in flessione mensile dell’1,9%, in caduta annuale del 18,1%. Il gasolio è, rispettivamente, a -5,7% e -17,6%. Tradotto in un pieno, rispetto a un anno fa il risparmio è di 14 euro per il gasolio e di 12 euro per la benzina. Del resto, anche ieri il prezzo del petrolio è rimasto a cavallo dei 40 dollari, 100 in meno della scorsa estate. Ma la voce alimentari, che diminuisce nel raffronto mensile, nel complesso sale ancora del 3,8% su base annua. ALLARME SPESA E, se l’aumento dell’Iva fa lievitare l’abbonamento della pay-tv del 14,1% (complice la decisione del governo di portare l’Iva su Sky dal 10 al 20%), cala dello 0,1% su dicembre il prezzo del pane, che comunque aumenta del 2,7% rispetto al 2008. Insomma: come dice lo stesso Istat, c’è «un’attenuazione del ritmo di crescita», che resta comunque elevato. Infatti, il Codacons lancia ancora l’allarme spesa: quest’anno le famiglie italiane spenderanno quasi 500 euro in più per mangiare, dice. E Adusbef e Federconsumatori sono sulla stessa linea ricordando che, nonostante i prezzi alla produzione (il riferimento è soprattutto a petrolio, grano, carne) continuino a calare vertiginosamente, questo non si rispecchia affatto sui prezzi al consumo, e le famiglie si trascineranno dietro, anche per il 2009, un aggravio sulla spesa alimentare di ben 564 euro. «L’esempio più eclatante – dicono le associazioni – riguarda il grano, il cui prezzo, rispetto a gennaio 2008, è calato di ben il 60%, passando da 0,48 a 0,19 euro al kg. Al consumo invece i prezzi di pane e pasta risultano sempre elevati. Non va certo meglio per la carne. Il prezzo della carne di pollo, ad esempio, rispetto a gennaio 2008, ha registrato un ennesimo aumento del 18%». Oltre all’alimentare, aumentano su base tendenziale i prezzi degli affitti (+3,6%) e dei trasporti aerei (cresciuti del 9,4% rispetto al gennaio 2008). Per contro, i prezzi degli alberghi scendono su base annua del 1,6% e gli altri servizi di alloggio risultano in calo dello 0,8%. SEGNALI Segnali che dovrebbero preoccupare il governo, avvertono i consumatori così come anche i sindacati. Ma non è così. Anzi, ben lontano dal trovarli preoccupanti, il ministro Scajola (Sviluppo) li trova dati «incoraggianti»: perchè «il calo dei prezzi non deriva dalla riduzione dei consumi, che stanno viceversa tenendo», sostiene. Qualche conto l’ha fatto anche l’Osservatorio dei Consumi ortofrutticoli di Macfrut, la rassegna internazionale specializzata in ortofrutticoltura: per frutta e verdura fresche e per ortaggi surgelati le famiglie italiane nel 2008 hanno speso 14 miliardi, il 3,4% in più rispetto al 2007. Le quantità totali acquistate, viceversa, sono inferiore dello 0,24% sul 2007, un dato cui fa riscontro un incremento del prezzo medio (frutta fresca +7,7%). In sostanza, si acquista di meno ma si spende parecchio di più.
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