21 Febbraio 2009

Industria, affondano ordini e vendite i dati Istat

Industria, affondano ordini e vendite i dati Istat Non si arresta la caduta Anche a dicembre indici in rosso: -15,4% e -10,3% Tengono solo gli alimentari

  L’ industria italiana continua a perdere pezzi. Gli indici del fatturato e degli ordinativi registrati dall’I- stat nell’ultimo scorcio del 2008 sono rivolti ancora fortemente verso il basso. Nel complesso il fatturato dell’industria italiana è diminuito a dicembre del 10,3% rispetto a dicembre 2007 e del 3,8% rispetto a novembre 2008. Per quanto riguarda gli ordinativi a dicembre, a livello tendenziale, si è registrata una flessione del 15,4% mentre rispetto al mese di novembre il calo è stato del 2%. Fra i settori, una vera e propria gelata per l’auto, che più di tutti sente la crisi economica. Per gli autoveicoli l’emorragia preincentivi statali è stata infatti grave: il fatturato è diminuito nell’ultimo mese dell’anno del 29,6% e gli ordini, che forniscono indicazioni sull’andamento del settore nell’immediato futuro, sono crollati del 33,3% rispetto a dicembre 2007. Numeri che lasciano il segno e che portano il consuntivo 2008 a -7,6% per le vendite e a – 11,4% per gli ordinativi: i dati più neri, calcola l’Istat, dall’inizio degli anni ’90 (dal ’93 nel primo caso e dal ’92 nel secondo). Il peggio sembra comunque essere alle spalle dopo il decreto salva-auto dello scorso 6 febbraio. Per il Centro studi Promotor, infatti, «secondo le prime indicazioni provenienti dal mercato gli incentivi dovrebbero consentire di contenere in maniera significativa le perdite». Ma aldilà dell’industria automobilistica, a dicembre nessun settore è stato risparmiato dalla crisi, ad eccezione degli alimentari, gli unici che hanno tenuto e che hanno mostrato ancora a dicembre il segno positivo, con un +11,4% che ha tenuto a galla le vendite complessive dei beni di consumo. Il fatturato è invece precipitato per le raffinerie di petrolio (-28,3%, complice anche il calo dei prezzi alla produzione del comparto energetico) e per l’estrazione dei minerali (-26,5%). Male anche la fabbricazione di prodotti chimici e di fibre sintetiche, crollate del 18,1%, la produzione di mezzi di trasporto e quella di metallo e prodotti in metallo (entrambe -17%). Meglio non è andata per gli ordinativi: «Tutti i settori di attività economica evidenzia l’Istat hanno registrato rispetto a dicembre 2007 variazioni negative», con le diminuzioni più marcate nella produzione di metallo e prodotti in metallo (-21,4%), nell’industria del legno e prodotti in legno (-20,1%) e nella fabbricazione di prodotti chimici e fibre sintetiche (-19,8%). Guardando all’intero 2008, i dati sono meno drammatici. Gli ordinativi sono diminuiti infatti del 3,2% mentre il fatturato è sceso di un quasi impercettibile 0,3%. Su quest’ultimo dato, misurato a prezzi correnti, influiscono in particolare i prezzi alla produzione che sottolinea l’Istat sono aumentati considerevolmente nel corso del 2008. Considerando le vendite al netto dell’aumento dei prezzi, il calo sarebbe decisamente maggiore. La contrazione è peraltro concentrata soprattutto nell’ultima parte dell’anno: nel quarto trimestre il fatturato è infatti diminuito dell’8,3% e ancora peggiore è stata la performance degli ordinativi, scesi del 14,3%. Dati che alimentano il dibattito politico e sindacale sulla crisi. «Non servono le parole ma c’è bisogno di una vera manovra di contrasto », dichiara la segretaria confederale della Cgil, Susanna Camusso. «Si smettano i panni dell’ottimismo contro la ragione aggiunge e si affronti concretamente il tema del credito per gli investimenti e degli incentivi alla ricerca, introducendo nuovi criteri e processi di innovazione». Per il segretario confederale dell’Ugl, Cristina Ricci, «questi dati confermano la necessità di ulteriori interventi da parte del governo».  E il Codacons: «Non ci sono corvi, ma solo una crisi destinata a durare ancora a lungo. Per questo il Governo deve rilanciare al più presto i consumi».

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