19 Febbraio 2009

Dopo due anni è da rifare il processo delle quote latte

SALUZZO. PER IL FORFAIT DEL PRESIDENTE DEL TRIBUNALE Cobas dai giudici il 25 marzo I reati a rischio prescrizione

 SALUZZO Sedici udienze, venti testimonianze, decine di trascrizioni e documenti accumulati in due anni dai magistrati saluzzesi finiranno al macero. Riparte da zero il maxi-processo a 56 Cobas del latte accusati di aver ordito una truffa ai danni dello Stato e dell’Unione europea da 240 milioni di euro. A far saltare il giudizio in primo grado l’addio di Alberto De Alessandri: il capo del tribunale, in città dal 2003 che dal 2007 presiedeva il collegio, è andato in pensione. In attesa di indire il concorso per un nuovo presidente, in sostituzione di De Alessandri la Corte d’appello ha nominato da Alba il giudice Fabrizio Pasi che, ieri mattina, ha esordito al processo. Come annunciato, la difesa ha chiesto di rifare l’intero procedimento. La prima udienza del «latte-bis» si terrà il 25 marzo, seguiranno altre date già fissate l’1, 8 e 15 aprile. Andranno risentiti alcuni testimoni, il cui elenco è stato notevolmente «sfoltito» dal pm Maurizio Ascione. Non torneranno a Saluzzo i funzionari europei di Bruxelles e parecchi allevatori, ma la difesa ha chiesto di riconvocare in aula il generale della Finanza Natalino Lecca, già presidente della Commissione governativa di indagine sulle quote; l’ex magistrato di Cassazione Alberto Germanò, professore di Diritto agrario alla Sapienza di Roma; e l’assessore regionale all’Agricoltura Mino Taricco. Un processo «maledetto» quello ai dissidenti del latte. Aperto il 10 ottobre 2007, aveva rischiato di «saltare» altre due volte.  La prima all’udienza preliminare del 7 febbraio di quell’anno quando gli avvocati dei Cobas chiesero di trasferire le carte altrove per «legittimo sospetto» sull’imparzialità dei giudici, dopo la partecipazione dell’assessore Taricco alla fiaccolata della Coldiretti (parte lesa con Regione, ministero, Codacons e altre organizzazioni agricole). Il 9 maggio di due anni fa, tutti gli indagati furono rinviati a giudizio. Ma a febbraio 2008, dopo il forfait di uno dei tre giudici, per carenza di toghe l’udienza fu rinviata e riprese solo ad aprile, grazie al distacco da Cuneo dell’ex pretore di Saluzzo Sandro Cavallo. La scoperta del presunto raggiro da parte della Finanza di Saluzzo, su segnalazione dell’Ispettorato del lavoro di Cuneo, risale a cinque anni fa. Il rischio, ora, è che i reati contestati cadano in prescrizione.

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