17 Febbraio 2009

Il festival all´ultima spiaggia parte tra polemiche su soldi e gay

Prima serata all´Ariston: interverrà d´Escoto, presidente dell´assemblea Onu Contatti per un saluto dal Quirinale. Napolitano: non voglio creare precedenti

 SANREMO  Paolo Bonolis in trincea sui compensi («Ci sono persone che si adoperano per il Festival e altre che adoperano il Festival: sono degli infelici»), il direttore di RaiUno Fabrizio Del Noce con l´elmetto: «Per Sanremo è questione di vita o di morte. O arriveranno i risultati o dovremo ufficializzare la crisi dell´evento. L´attacco a Bonolis sul compenso è pretestuoso». I bilanci si fanno alla fine, quest´anno alla vigilia del debutto. Stasera su RaiUno si comincia, Bonolis e Laurenti sono pronti, della musica (Povia antigay a parte) non importa a nessuno. Sanremo è Auditel, scandali e soldi. Quelli dati a Bonolis, quelli che prenderà Benigni; contano i numeri. «Dobbiamo stare sul mercato, di fronte a un eventuale risultato negativo», annuncia Del Noce «corrisponderebbero ripensamenti aziendali inevitabili». Ci saranno conseguenze sulla convenzione col Comune di Sanremo (firmata a novembre) che prevede 9 milioni di euro l´anno per tre anni? «I termini non possono essere ridiscussi» chiarisce Del Noce, «Abbiamo ancora due anni di festival, ma non possiamo non prendere atto di una disaffezione generale. Ma sono stupito dalle polemiche, fra l´altro l´accordo con Bonolis è stato fatto molto prima dell´eplosione della crisi economica. Se poi vogliamo l´austerity dello star system applichiamola anche ai calciatori. Abbiamo risparmiato circa 500mila euro». Per Bonolis e i suoi autori la parola d´ordine è stupire. Cesare Lanza per un saluto istituzionale si era rivolto al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che con una lettera affettuosa, ha declinato l´invito. Vista la situazione, avrebbe costituito un precedente. Allora l´attenzione si è spostata al panorama internazionale: Sanremo si collegherà col Palazzo di Vetro di New York per l´intervista al presidente dell´assemblea delle Nazioni Unite, il nicaraguense Miguel D´Escoto, che promette di essere esplosiva. E Bonolis leggerà i versi di una poesia di Alda Merini. Mai come quest´anno, con la Rai con le casse vuote, si parla di rilancio. Sanremo apre con il video di Mina e lo show Roberto Benigni, al centro delle polemiche per i diritti ceduti dalla Rai sullo sfondo di un regolamento di conti alla vigilia del Cda Rai. Qui in città, tra ristoranti semivuoti e tassisti depressi per il calo di presenze, arrivano gli echi della battaglia di Viale Mazzini: sulle spalle di Bonolis, investito da critiche e denunce per il compenso da un milione di euro, pesa il futuro del festival. «Non ho poteri medicamentosi su Sanremo. Il festival ha in sè gli anticorpi per riprendersi, io penso prima di tutto al prodotto, costruire un bel Festival. Ora spero che arrivino i numeri. Quella sui compensi è una polemica sterile, un diversivo».  Con un esposto urgente, inviato alle Procure della Repubblica di Sanremo e di Roma e alla Corte dei Conti, il Codacons ha chiesto il sequestro dei contratti stipulati dalla Rai con Bonolis e Benigni. Sul piede di guerra anche le associazioni omosessuali che manifesteranno contro Povia e il suo brano Luca era gay stasera e anche sabato. «Quella dell´Arcigay è una battaglia giustissima, ma non deve esserci una chiusura totale. La felicità ha molte strade, una è quella che racconta Povia», commenta Bonolis «l´omosessualità è una cosa naturale come il mare, lo stambecco, la sintesi clorofilliana. La battaglia dei gay è giusta, ma l´impegno a non accettare una storia è uno sbaglio». E a chi cita l´avvocato Annamaria Bernardini de Pace, che critica Povia, ribatte: «La gente su questo palco cerca di infilarsi come i sorci». Povia sul sito di "Sorrisi e canzoni" è lapidario: «Le manifestazioni contro la mia canzone non mi spaventano. Non me ne frega niente>.

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