16 Febbraio 2009

Le private non sono favorite ma semmai discriminate: i genitori pagano due volte

 Leggo su «La Provincia» del 14 febbraio «Provveda il ministero togliendo alle private»: si disquisisce una grave situazione qual è quella della scuola statale italiana con argomentazioni che disinformano. Le nostre scuole non sono private ma paritarie che svolgono un servizio pubblico. Fra queste sono comprese le scuole comunali. La legge Berlinguer (62/2000) dopo decenni, ha riconosciuto il prezioso servizio (nel caso dell’infanzia quasi il 50% in Italia, oltre il 65% nella nostra Provincia con 131 scuole associate alla Fism per circa 10.000 bambini) con un costo per lo Stato 8 volte inferiore rispetto alla scuola statale.  Forse al responsabile Codacons sig. Antonelli non interessa un risparmio per lo Stato di 5.532 miliardi di euro alla materna, che diventano 6.500 alle elementari, 7.582 alle medie e raggiungono gli 8.057 alle superiori. Lo Stato non gestendo il milione di studenti degli istituti paritari risparmia 6 miliardi e 245 milioni di euro. Altro "che legge immorale" sig. Antonelli, c’è da chiedersi quale tutela dei consumatori Lei faccia? Sono le famiglie che scelgono le nostre scuole ad essere discriminate, dovendo pagare, oltre al tributo a Cesare (cioè anche per le scuole statali, attraverso l’Irpef), dei contributi aggiuntivi per la libertà di scelta educativa dei figli. Per quanto concerne la messa a norma degli edifici prendo atto amaramente che l’81% in Lombardia non è a norma; anche in questo le scuole paritarie non sono state agevolate come le statali con "ignobili proroghe", ma hanno dovuto in un biennio adeguarsi alla legge 626 del 1994. Certo è necessario "mettere mano" al sistema scolastico perché come rileva l’Ocse la scuola italiana è agli ultimi posti per rendimento degli studenti. Il merito di molti docenti non è riconosciuto, ma vengano altrettanto eliminate le "sacche" di "imboscati": i ministri Berlinguer e Moratti ci avevano provato, Fioroni ha rinunciato, la Gelmini sembra confusa. I nostri insegnanti sono retribuiti il 20% in meno dei loro colleghi statali, sarebbe questa la parità? Vi segnalo infine come ad oggi lo Stato non ha ancora erogato i 4/12 di saldo 2007/2008 e nessun acconto 2008/2009; la sopravvivenza di molte scuole dell’infanzia paritarie è a rischio. E la Finanziaria 2009 potrebbe ridurre ulteriormente i 584 euro anno per bambino (rispetto ai 6116 euro per lo stesso bambino in una scuola statale). Claudio Bianchi presidente Fism Como

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