13 Febbraio 2009

Sigilli al resort sulla spiaggia Ecologisti e Comune esultano

 FRANCAVILLA. Gli ambientalisti esultano al sequestro del cantiere del resort «Le vele» sulla spiaggia al confine con Pescara, scattato per presunte irregolarità nel permesso a costruire a causa della mancanza del nulla osta della capitaneria e dell’agenzia delle dogane. «Qualche volta fatiche e impegno ottengono frutti», commenta in una nota Edvige Ricci, portavoce del coordinamento delle associazioni Ecoistituto Abruzzo, Italia Nostra, Marevivo e Mila donnambiente che insieme alle locali Buendia, Legambiente e Primo Foglio, ha avviato da subito la battaglia per salvare dalla cementificazione «l’ultima duna» di Francavilla. La Ricci con Giancarlo Pelagatti, Giovanni Damiani, Paola Barbuscia e Mariella Saquella inoltrò alla procura un esposto contro la costruzione della struttura ricettivo-turistica avviata la scorsa estate dalla società Abruzzo Property Resort.  «C’è voluta la nostra determinazione, cui si è aggiunta ben presto pure quella del Codacons regionale, per accompagnare l’atto di sequestro della procura di Chieti», continua l’ambientalista. «Mai potevamo rassegnarci all’idea che nel 2008 si potesse concedere a qualcuno di edificare ben 4 palazzi sulla sabbia, 70 appartamenti in spiaggia». «L’amministrazione comunale ha sempre tenuto in considerazione tutte le sollecitazioni giunte dalle associazioni ambientaliste. La strada giusta è quella della collaborazione», commenta il sindaco Nicolino Di Quinzio. «Non abbiamo conoscenza delle indagini, ma a dimostrazione della nostra attenzione alla salvaguardia del territorio siamo andati avanti rivisitando tutta la documentazione sul resort. Verificata la mancanza dei due nulla osta, martedì, prima che la procura intervenisse con il sequestro, abbiamo ordinato l’immediata sospensione dei lavori richiedendo alla committenza di produrre entro 10 giorni i due documenti». «Nel 2006 furono denunciate anche sulle pagine di PrimoFoglio le disastrose intenzioni dell’ex amministrazione di centrodestra di Roberto Angelucci», interviene Moreno Bernini di Uniti a Sinistra. «Dopo che la Regione aveva tolto il vincolo A 2 del Piano paesistico, con una variante urbanistica al Prg ad hoc, l’amministrazione Angelucci ha autorizzato l’edificazione sull’ultimo lembo di sabbia miracolosamente intatta sul cosiddetto lungomare di viale Alcione a confine con Pescara. Il nostro allarme non fu raccolto da nessuna forza politica presente in quel consiglio comunale», rileva Bernini lanciando una frecciata ai consiglieri dell’allora minoranza di centrosinistra, alcuni dei quali oggi compongono la maggioranza del sindaco Di Quinzio.

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