Camolei contesta le cifre di Zugno. “Il Codacons parla di 300euro in più”
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fonte:
- La Tribuna di Treviso
Imposta di bollo per le richieste di rimborso sul doppio canone fognario. Un obbligo venuto fuori in extremis ieri sera, comunicato dall’ Agenzia delle entrate in tempo per diventare il sale della discussione della commissione bilancio. «Oltre ad avere pagato quello che non erano tenuti a pagare, orai cittadini ci devono pure aggiungere il bollo – lamenta Nicola Atalmi (Sinistra Trevigiana) che chiede verifiche sul numero degli aventi diritto – mi sembra che a restituire prima di tutto debba essere il comune. Se dovesse essere confermata la nuova tassazione, chiedo che l’amministrazione si opponga fermamente». I 14 e rotti euro da applicare sui moduli di richiesta – anche per i 275 che l’hanno già fatto – dovranno essere sborsati una volta sola, non per ogni anno. Tutti nuovi parametri che stanno uscendo alla spicciolata dai vari uffici provinciali coinvolti nella vicenda, dove primo debitore è il comune di Treviso per oltre 3milioni, cifra confermata dall’assessore Zugno davanti a una rappresentanza di cittadini- creditori, arrivati appositamente per assistere alla commissione. «Non c’è nulla di certo, stiamo raccogliendo indicazioni che al momento rimangono ufficiose. Per ora sembra che chi vuole fare istanza di rimborso dovrà presentare anche testimonianza di quanto versato» – puntualizza l’assessore. Un altro capitolo viene aperto invece da Paolo Camolei (per Treviso). «I 500 euro totali stimati da Zugno non corrispondono con i conti del Codacons veneto, che ha previsto una media di circa 800 euro. Certo, il dato si spalma su più province, ma va fatta chiarezza su questa discrepanza. Sono 300 euro che non tornano, mica pochi spiccioli».
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