Paura per l’inquinamento da ripetitori telefonici e tralicci
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fonte:
- La Tribuna di Treviso
«Lo sportello elettrosmog attivo presso il Codacons si occupa degli effetti provocati dalle onde elettromagnetiche sulla salute umana – si legge sul sito www.codacons.it – infatti le apparecchiature che producono campi elettromagnetici possono causare inquinamento nell’ambiente circostante, sia dentro casa che all’esterno, provocando con la lunga esposizione e soprattutto con la «vicinanza» ai suddetti impianti danni fisici e psichici alle persone. Studi epidemiologici condotti a livello mondiale hanno dimostrato che l’esposizione inconsapevole e protratta nel tempo può causare malattie gravi come la leucemia. Sotto accusa sono soprattutto le stazioni radio base costruite su edifici abitati, scuole, ospedali, i telefonini che funzionano come impianti radio base in miniatura e, per l’alta frequenza, i tralicci elettrici». «Il decreto emanato il 10.9.98 n.381 e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 3.11.98 n.257 regolamenta per la prima volta questa materia – spiega l’associazione del presidente Carlo Rienzi – una conquista anche se minima ottenuta grazie al lavoro continuo di alcune associazioni impegnate in questa difficile materia, tra le quali vi è il Codacons. I limiti di esposizione fissati da questo decreto sono di 6 V/m per gli impianti costruiti nelle immediate vicinanze di case e in generale abitazioni, un valore che tuttavia prende in esame solo gli effetti a breve termine e non quelli a lungo termine che sono i più gravi e possono anche provocare tumori. Inoltre, nello stesso decreto è disposto che in ogni caso per la realizzazione di sistemi fissi di telecomunicazione i valori di campo elettromagnetico devono essere più bassi possibile, compatibilmente con la qualità del servizio svolto dal sistema stesso al fine di minimizzare l’esposizione della popolazione. Quindi è possibile effettuare una perizia tramite società private oppure enti sanitari pubblici, come l’I.S.P.E.S.L., per verificare l’entità dei valori di esposizione ai campi elettromagnetici provocati da apparecchiature che insistono nella vicinanza della propria casa e nel caso superino i 6 V/m chiedere la sospensione del funzionamento o addirittura la rimozione degli impianti. Anche il Codacons si è munito di uno strumento di misurazione dei campi elettromagnetici utilizzato da tecnici qualificati per fornire un’assistenza adeguata agli utenti. Il Codacons, tuttavia, non è pienamente soddisfatto di questo decreto. Infatti l’iniziale proposta avanzata dall’I.S.P.E.S.L. per la fissazione dei limiti di esposizione da far rientrare nel decreto in oggetto era di 3 V/m, un valore oltre il quale, in base a studi scientifici, già è possibile che vi sia pericolo per la salute umana». www.codacons.it
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