10 Febbraio 2009

Atena Lucana, no alla centrale

In Commissione Ambiente l’audizione dei gruppi contrari alla realizzazione 

   

Il fronte che si oppone alla costruzione dell’impianto sostiene che la centrale a 50 megawatt brucerebbe circa 400 tonnellate di biomasse al giorno producendo così emissioni altamente inquinanti che andrebbero ad incidere negativamente sulla salubrità dei territori circostanti e sulla salute dei cittadini. Il punto principale della questione è legato alle polveri sottili, considerate assolutamente nocive.
"Siamo convinti", spiegano in una nota i rappresentanti delle associazioni coinvolte, "che il progetto verrà presto revocato. Tra l’altro l’autorizzazione è stata concessa senza la preventiva valutazione di impatto ambientale, elemento propedeutico a qualsiasi concessione".
Alla riunione di oggi sono stati convocati l’assessore all’Ambiente, Walter Ganapini, l’assessore alle Attività Produttive, Andrea Cozzolino, il consigliere regionale Donato Pica, l’assessore della Provincia di Salerno Angelo Paladino, il dirigente regionale, Vincenzo Guerriero, il sindaco di Atena Lucana, Sergio Annunziata, e tutte le associazioni locali e regionali capeggiate da Codacons, Legambiente, WWF e Cittadinanzattiva, rappresentata dal coordinatore del Vallo di Diano, Vincenzo Langone.
"In particolare", secondo l’associazione Onlus Cittadinanzattiva, che ha presentato alla Regione Campania l’istanza di annullamento del provvedimento di autorizzazione dato alla Natural Energy Srl (società promotrice dell’iniziativa per la costruzione e l’esercizio di un impianto di produzione di energia elettrica alimentato a biomassa combustibile solida della potenza di 10 MWe da ubicarsi nel comune di Atena Lucana), "l’autorizzazione sarebbe in contrasto con il regolamento delle aree contigue del Parco Nazionale del Cilento e Vallo del Diano".
Tutte questioni che saranno attentamente valutate e verificate nel corso della riunione di stamattina.
"Ma non è finita qui", accusano gli oppositori del progetto, "perché ci sono altre fattispecie di illegittimità che vanno sanzionate ed eliminate. L’autorizzazione è stata concessa dalla giunta regionale senza il coinvolgimento preventivo delle comunità e degli amministratori locali. Tutto ciò in violazione dell’articolo 12, comma quarto, del decreto legislativo 387 del 2003 che prevede, sulle materie di interesse ambientale, l’obbligatoria partecipazione da parte delle varie componenti istituzionali e sociali presenti sul territorio. Da ultimo", conclude la nota, "si denuncia la violazione dell’articolo 6 comma 1.a e 1.b e comma 2 della Convenzione di Aaruhs del 25.6.1998, ratificata in Italia con Legge 16.3.2001 n.108 riguardante l’accesso all’informazione e la partecipazione del pubblico ai processi decisionali relativamente alla materia ambientale".
 

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