Il diritto-dovere di cronaca non è intermittente
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fonte:
- Corriere del Trentino
Il diritto-dovere di cronaca non è intermittente è interesse dell’opinione pubblica sapere che ragazzi normali, di buona famiglia, marinano la scuola per ubriacarsi fino a stordirsi e che in tali condizioni stuprano una ragazza, poco più che bambina. Uno dei problemi più gravi della società contemporanea, infatti, è lo «smarrimento» degli adolescenti e l’abuso di alcol. A quest’ultimo riguardo, sul giornale di ieri abbiamo dimostrato con un «test» sul campo come nei supermercati cittadini i controlli dell’età degli acquirenti di sostanze alcoliche non siano molto rigorosi. E sempre ieri il Codacons ha presentato un esposto ai Nas di tutta Italia «affinché si effettuino controlli a tappeto nelle discoteche, nella grande e piccola distribuzione e in tutti i locali autorizzati a somministrare bevande, per accertare il rispetto dei limiti imposti dalla legge, punendo severamente chi vende alcolici ai minori o fuori dagli orari stabiliti». Questa iniziativa testimonia — se mai ve ne fosse il bisogno — l’utilità di informare correttamente i cittadini in modo che sappiano in quale mondo vivono e di conseguenza come comportarsi e tutelarsi. Gli avvocati Giampiero Mattei e Alberto Pontalti sostengono che vi è stata una gara tra giornali locali e nazionali «nell’usare i termini più biechi». A noi non risulta, ma se anche vi fosse stata una simile assurda competizione, di sicuro il nostro giornale non vi ha preso parte: basta leggere le cronache e si noterà come abbiamo omesso ogni particolare scabroso relativo al fatto. Non solo: siamo stati anche molto attenti a non far trapelare il minimo particolare che potesse portare a individuare i protagonisti del triste episodio, evitando addirittura di riferire i nome delle scuole frequentate dai ragazzi. Gran parte dello spazio che abbiamo dedicato alla vicenda, inoltre, è stato occupato da analisi «sociologiche » (si veda la bella intervista di ieri al filosofo Franco Rella, ma anche le riflessioni di educatori, esperti e politici che abbiamo interpellato) non dalla ricerca di particolari piccanti. Comprendiamo che gli avvocati, in questa occasione, possano non gradire l’attenzione dei mass media. Ci spiace per loro, ma la libertà di stampa non è un giocattolo da usare a intermittenza quando fa comodo.
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