3 Febbraio 2009

I T-Red spenti sino alla fine dell’inchiesta

 Il Comune stava valutando costi ed efficienza, ora si terrà conto anche dell’indagine Il sindaco Pighi «Chi fa polemica dimentica che questi strumenti salvano delle vite»

I T-Red installati sul Comune di Modena dovevano restare ancora spenti per qualche tempo, ora probabilmente lo saranno sino a quando non si concluderanno le indagini in corso a livello nazionale. Lo hanno fatto capire ieri pomeriggio il sindaco Pighi e l’assessore alla Polizia Municipale Gualtiero Monticeli. «La sperimentazione a Modena che si è conclusa a fine dicembre è andata bene. Ora ci eravamo presi un periodo di tempo per valutare l’efficacia e gli eventuali costi di esercizio – ha spiegato Monticeli – Sul piano della prevenzione e dissuasione dai comportamenti negativi lo strumento è utile. Rispetta tutte le norme, compresa la tempistica dei 4 secondi di arancione, ai quali se ne aggiunge uno dopo il rosso. Ora prima di riaccenderli terremo anche conto delle inchieste». Come noto gli apparecchi denominati T-Red installati a Modena sono due, rispettivamente agli incroci di via Campi-Vignolese e via Marinuzzi-Caduti sul lavoro.  Il sindaco Pighi ieri ha tenuto a ribadire l’assoluta regolarità delle apparecchiature e la tranquillità del Comune rispetto alle inchieste in corso e lo stesso viene ribadito anche per i Photored che secondo il Codacons dovrebbero essere spenti. «Anche in questa vicenda, sottolineo come risultino assolutamente regolari le procedure seguite dal Comune di Modena rispetto all’utilizzo degli strumenti elettronici per la rilevazione delle più comuni, ed allo stesso tempo più gravi, infrazioni al codice della strada e cioè la velocità ed il passaggio col rosso. Ciò premesso – prosegue il sindaco – trovo singolare che questo dibattito si sviluppi su questioni formali, mentre risultano completamente assenti i due problemi a mio parere fondamentali e cioè la prevenzione degli incidenti stradali e l’incentivo ad un maggiore rispetto delle regole». E a questo proposito ieri il primo cittadino ha voluto offrire un po’ di dati per invitare quanti in questi giorni criticano questi strumenti, come una forma di vessazione ai danni del cittadino, a valutare quella che in reatlà è la sua principale funzione. «Per quanto riguarda gli incidenti stradali, ad esempio, nel territorio di Modena abbiamo ottenuto risultati importanti: si passa, infatti, dai 1668 casi (con 2255 feriti) del 2003 ai 1377 sinistri del 2008 (con 1809 feriti), ma soprattutto si passa dai 31 decessi di quell’anno agli 8 morti del 2008. Sono sempre troppi, sia i morti che i feriti, ma la tendenza è chiara – spiega Pighi – Ovviamente non tutto è da attribuire ai controlli elettronici, ma questi risultano invece assolutamente determinanti rispetto al numero delle infrazioni commesse: nel 2003, con 7 incroci controllati, vennero rilevati 31.677 passaggi col rosso; un numero alto, che però ha avuto un calo costante e significativo negli anni, fino alle 9.600 infrazioni rilevate nel 2008, ma con 12 incroci sotto osservazione. Insomma il numero delle sanzioni è drasticamente in calo, ma il dato fondamentale è che sono in calo i comportamenti scorretti e pericolosi degli automobilisti. In 5 anni, perciò, abbiamo avuto una forte riduzione dei morti sulle strade ed automobilisti più prudenti e più attenti alla guida».
 

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