2 Febbraio 2009

Trenitalia ha vissuto tempi migliori

Quasi ogni giorno sulla stampa locale appaiono articoli riguardanti i disagi subiti dai pendolari sul servizio offerto da Trenitalia del Veneto. Tutti si lamentano per la scarsa pulizia, toilette fuori uso, carrozze strapiene nelle ore di punta, ritardi. Penso che i peggioramenti siano dovuti anche alla installazione del cervellone che a Mestre regola tutto il traffico ferroviario di Veneto, Friuli e Trentino mentre prima il controllo era semiautomatico. E allora succede che la Regione Veneto multa Trenitalia e che alcuni pendolari arrabbiati manifestino in modo clamoroso e chiedano incontri sia con i dirigenti veneti che con la Regione, ma quest’ultima rimane sorda agli appelli. Le manifestazioni clamorose come occupazione di binari (vietata perché prevede interruzione di pubblico servizio) o altro non servono: è necessario stabilire un tavolo di lavoro tra Trenitalia, Regione Veneto e associazioni di pendolari e soprattutto, un coordinamento come la Consulta Pendolari nella quale confluiscano i comitati spontanei. Bei tempi migliori quando i dirigenti veneti di Trenitalia erano l’ing. Giorgio Serpelloni e il dott. Roberto Segatto con i quali ci si trovava ogni due mesi per discutere e questi avevano la sensibilità di chiamare le associazioni prima del cambio di orario e chiedere quali erano le necessità e le proposte. La Consulta da anni chiede pertanto un incontro con Trenitalia quanto prima e le proposte sono: treni puliti; possibilità di usufruire senza sovrapprezzo di treni Eurostar e Intercity con abbonamento regionale; garanzia di coincidenze; abolizione dei bus sostitutivi sulle linee Treviso – Montebelluna, Padova – Bassano, Conegliano – Belluno e ritorno al precedente orario del 2008; più carrozze nelle ore di punta; garanzia di fare il biglietto con le macchinette emettitrici e che siano funzionanti; biglietto e abbonamento unico tra Trenitalia e le aziende di trasporto su gomma; tavolo di confronto con Trenitalia e regione Veneto. Penso anche di avere un incontro con il ministro dei Trasporti per esporgli i problemi del Veneto. Io scrivo per mia esperienza personale e chi desidera – e la Consulta in questi anni ha ottenuto qualcosa con il dialogo e la raccolta di firme – mi può chiamare al 333.4319209 o scriva a [email protected]. Io girerò le richieste e le lamentele ai dirigenti e invito sia Trenitalia che l’assessore Chisso a essere più sensibili.  Sarà utile entro febbraio organizzare tra Consulta e comitati spontanei e Codacons un incontro a Mestre presso il Dopolavoro Ferroviario per stabilire le linee guida. Bartolomeo Boscolo presidente Consulta Nazionale dei Pendolari Venezia
 

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