Leonelli: “I T-Red di Modena sono spenti” Il comandante dei vigili: “E’ finita la sperimentazione, noi siamo tranquilli”
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fonte:
- Gazzetta di Modena
I due T-Red di Modena attualmente sono spenti. Esattamente dal 31 dicembre scorso, quando è scaduta la fase sperimentale di accordo con Hera, proprietaria dei mezzi che dal Comune vengono noleggiati, è scaduta. A rivelarlo è il comandante della Polizia Municipale Fabio Leonelli che commenta la vicenda dei "semafori intelligenti", inchiesta della procura di Verona che ha coinvolto anche diversi comuni della nostra provincia ma non Modena, dove i T-Red non sono stati sequestrati. «Siamo tranquilli – ha detto Leonelli – qui è tutto in regola». Comandante Leonelli, la prima domanda è d’obbligo: i T-Red modenesi vanno spenti? «Prima cosa da chiarire: i due impianti modenesi – tra le vie Vignolese/Campi e Caduti sul Lavoro/Marinuzzi – sono già spenti». Una decisione per evitare polemiche? «Assolutamente no. Semplicemente è terminato l’accordo con Hera – che noleggia gli impianti al Comune – che prevedeva il periodo di sperimentazione fino al 31 dicembre. Da quel giorno sono spenti in attesa di terminare tutte le relazioni, al momento in fase di elaborazione, e fare le dovute considerazioni su i pro e i contro dell’utilizzo di questa apparecchiatura». Tra queste anche il rischio di vedersi sequestrare gli impianti? «Non penso proprio. Noi siamo molto tranquilli e se fino ad oggi non è successo un motivo c’è. Noi non abbiamo nessun rapporto con le ditte in questione. Gli impianti vengono noleggiati da Hera. Questi apparecchi risultano regolarmente omologati dal Ministero ed hanno tutte le certificazioni del caso. E non penso che il Ministero, come sostiene qualcuno, omologhi solo un pezzo che compone l’impianto e non l’intero impianto. Ma non sta a me dirlo. Noi siamo tranquilli perché abbiamo tutte le carte in regole ed eventuali responsabilità non dipenderebbero da noi ma da chi ha concesso l’omologazione». Quando riaccenderete i T-Red? «Lo decideremo nelle prossime settimane una volta valutati i dati raccolti». Dipenderà anche da come evolverà questa inchiesta? «Questo non ci tocca. Le valutazioni che faremo sono di tipo tecnico, economico, politico. Poi è chiaro che con la coda dell’occhio vedremo anche come procederà l’indagine». Vuol dire che andremo verso l’acquisto di nuovi T-Red? «Non sta a me dirlo. Noi chiariremo i benefici che hanno portato, ma anche i problemi che sono stati riscontrati. Ad esempio negli incroci con più canalizzazioni – come nell’intersezione tra viale Italia e la tangenziale, da dove venne rimosso – non è preciso e crea più problemi che altro. Prima di fare determinati investimenti bisogna riflettere ma è chiaro che la tecnologia, per il controllo delle strade, è ormai indispensabile». Il Codacons formula una accusa precisa: quando il Comune si presenta davanti ai giudici di pace, per resistere ai ricorsi dei cittadini per le multe con il T-Red allega un documento di regolarità firmato dallo stesso ingegnere sottoposto in queste ore agli arresti. Le risulta? «Non sono io che curo queste cose, ma l’ufficio legale. Il mio compito, tra gli altri, è quello di utilizzarli correttamente: e su questo, ripeto, siamo molto tranquilli, senza nessun dubbio».
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