28 Gennaio 2009

Codacons: le ferrovie hanno violato il contratto di servizio

 . Sportello reclami al Secolo XIX Savona. Il debutto della nuova pagina del Secolo XIX a disposizione dei lettori per segnalare disagi e disservizi non poteva che iniziare con l’inchiesta sulle ferrovie, nota dolente di tanti pendolari. La novitàè che l’inchiesta che la Procura ha avviato nei confronti di Trenitalia per contestare il presunto "inadempimento di contratto di pubblica fornitura" riguarda un elenco di numeri che si sospetta non tornino: quelli dei chilometri di percorrenza, delle ore di servizio e del numero complessivo dei treni in funzione in Liguria. Non tornerebbero rispetto ai numeri previsti nel contratto di servizio che Trenitalia sigla con la Regione anno per anno per garantire un "tot" di treni e conseguentemente un "tot" di km e di ore di viaggio per chi deve spostarsi. In sostanza la polizia giudiziaria sta ultimando gli accertamenti per verificare se il monte chilometrico percorso dai treni liguri e le ore perse per i convogli soppressi negli anni incriminati – le denunce si riferiscono al biennio 2006-2008 – abbiano provocato la violazione del contratto di servizio su cui erano scritti gli impegni delle Fs verso la nostra regione (ogni regione ha il suo contratto).  Il sospetto del Codacons, l’associazione consumatori che ha fatto partire l’inchiesta con la sua denuncia (ma è un sospetto anche degli esposti privati poi riuniti nello stesso fascicolo), è che questo contratto sia stato «violato» e per questo le Fs siano perseguibili. Per la Difesa consumatori, in realtà, le contestazioni da muovere riguarderebbero non solo l’aspetto funzionale dei treni ma anche quello economico: l’aumento delle tariffe negli ultimi anni. Ma questo è un aspetto di carattere soprattutto nazionale che per la Procura è secondario rispetto ai disservizi quotidiani lamentati dai pendolari e tipicamente "nostri", regionali. Di fatto, su input della magistratura la pg ha già provveduto a raccogliere diversi faldoni di materiale che riguarda appunto il servizio svolto dalle Ferrovie a cominciare dal 2006 e il corrispettivo previsto dai contratti. «Dal confronto tra questi dati teorici e concreti – spiegano gli inquirenti – dovrebbero emergere le irregolarità che pensiamo si possano configurare e contestare all’azienda ferroviaria. Dovrebbero, al condizionale, perché si tratta di un’indagine assai complessa. Il reato ipotizzato è l’inadempienza rispetto al contratto di pubblica fornitura. In altre regioni d’Italia hanno già contestato questo tipo di violazioni e per questo stiamo anche aspettando la documentazione di altre inchieste simili che potrebbero aiutarci come traccia». Codice penale alla mano il reato ipotizzato dalla Procura persegue "chiunque, non adempiendo gli obblighi che derivano da un contratto di pubblica fornitura concluso con lo Stato, fa mancare in tutto o in parte cose od opere che siano necessarie ad un pubblico esercizio, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni". È un reato che il pm Alessandro Bogliolo aveva già ipotizzato due anni fa in una precedente inchiesta sui disservizi dei treni che però si era arenata contro la difficoltà di individuare un diretto responsabile nell’azienda Fs da chiamare in causa. Ora, invece, sulla base dei firmatari, anno per anno, del contratto di servizio regionale, non dovrebbe essere difficile capire a chi contestare la violazione degli impegni, se accertata. Da qui l’improvviso ottimismo dell’indagine che nel giro di pochi giorni potrebbe essere chiusa. Nel mirino degli inquirenti e degli esposti ci sono tutti quei problemi non imputabili a semplici fatalità ma a precise cause di omissione: soppressioni di treni, ritardi, rotture meccaniche ripetute, ma anche banali disservizi come sporcizia e malfunzionamento dei convogli che quotidianamente rovinano la vita ai pendolari.

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