25 Gennaio 2009

Continuano a fioccare esposti alla Procura di Chieti per la cementificazione dell’ultimo tratto di spiaggia di Francavilla

 FRANCAVILLA – Continuano a fioccare esposti alla Procura di Chieti per la cementificazione dell’ultimo tratto di spiaggia di Francavilla, ai confini con Pescara.  Nei giorni scorsi il Codacons Abruzzo ha presentato un esposto alla magistratura, nel quale si chiede al servizio di polizia marittima della Direzione Marittima di Pescara, di verificare l’attuale delimitazione del demanio marittimo, ai sensi dell’art. 32 del Codice della Navigazione e 58 del Regolamento di esecuzione. Le ragioni di tale verifica risiedono nel fatto che la edificazione di 68 appartamenti, ripartiti in quattro edifici, per una estensione di 4.379 metriquadri, che sta interessando un tratto di spiaggia di Francavilla ai confini con Pescara, potrebbe ricadere sul demanio marittimo sotto il profilo del mancato rispetto della distanza legale di cui all’art. 55 del Codice della Navigazione, che stabilisce una distanza minima di trenta metri dal demanio marittimo. Se da una parte dunque la disciplina dei piani demaniali marittimi tende a salvaguardare la libera visuale del mare, il comune di Francavilla, durante l’amministrazione Angelucci, ha invece autorizzato una consistente edificazione con una concessione edilizia rilasciata il 28 aprile 2008, il giorno prima dell’insediamento del sindaco Nicolino Di Quinzio, a firma di un dirigente il cui incarico era a tempo determinato, poiché nominato dalla Giunta uscente.  Ma il Codacons sta inoltre valutando la possibilità di proporre azioni civili per l’abbattimento degli edifici.

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