23 Gennaio 2009

Arriva la Wc card di Cacciari: fare pipì costerà ai turisti 3 euro

Una delibera del comune voluta dal vicesindaco Vianello (Pd). Ma in realtà si risparmierà rispetto a ora

 VENEZIA Aumentano i prezzi nella città lagunare per i turisti. E aumenta anche fare la pipì. Oggi andare nei bagni pubblici costa 50 centesimi ma dal primo febbraio, grazie alla wc card, sorta di abbonamento che consentirà di fare pipì a 3 euro al giorno. Una cifra che scenderà a 2 euro se la carta si acquisterà online. Con il carnevale alle porte anche i prezzi sono destinati a salire e quindi munirsi della wc card potrebbe fare risparmiare qualche euro non sgradito. Le nuove tariffe sono state stabilite da una delibera del comune proposta dal vicesindaco Michele Vianello e rientrano nel progetto E-commerce. Va detto che anche fare pipì costerà di più o di meno a seconda del periodo dell’anno. Infatti se a Carnevale si pagheranno 3 euro al giorno, nei periodi di bassa stagione andare al bagno costerà la metà. Come per molti altri servizi, compresi i trasporti, anche fare pipì costerà meno per i residenti nel comune di Venezia. Dal primo febbraio dunque partirà la nuova piattaforma Venice connected. Un sistema «rivoluzionario», ha detto Vianello, che consentirà «risparmi anche consistenti a chi avrà l’accortezza di programmare il suo viaggio nella città lagunare». Sconti dunque che potrebbero raggiungere anche i 100 euro di risparmio (e comprendere diverse pipì) per una famiglia di quattro persone che prenoti via web il servizio di trasporto, le visite ai musei e il parcheggio. Secondo il vicesindaco, grazie al sistema di prenotazioni sarà possibile per il turista vivere Venezia in un modo migliore, con più servizi di qualità, maggiore accoglienza e spendendo meno. Il tariffario si basa su un calendario che divide la città in giorni verdi (bassa affluenza), blu (alta affluenza) e rossi (picchi). Internet consentirà anche di pagare il carrello spesa scelto con carta di credito ed assegnerà al visitatore un numero o un codice a barre bidimensionale che sarà il ticket di accesso a tutti i servizi acquistati, eliminando i tempi di attesa per le code. «È una sfida – ha detto Vianello – che abbiamo raccolto come amministrazione comunale. Attendiamo ora che anche chi in città è in grado di offrire servizi di assoluta qualità, entri in questo meccanismo virtuoso». Se il comune continua a sperimentare nuove forme per rendere sostenibile il turismo a Venezia, chi verrà a visitare la città lagunare dovrà comunque continuare a fare i conti con il rincaro turisti. Bar e ristoranti, infatti, non è una novità, aumentano i prezzi (anche del 40%) a seconda dell’accento di chi ordina una birra o un pranzo. Se l’accento è veneto il prezzo è uno, se invece è "foresto" i costi lievitano.  Il Codacons ha chiesto alla Guardia di finanza di verificare se è vero che c’è questa oscillazione nei prezzi, mentre il presidente degli esercenti veneziani ha tuonato che non c’è nulla di irregolare e che anzi gli sconti sono un segno di rispetto e ringraziamento nei confronti dei clienti. Peccato che siano riservati soltanto a quelli dall’accento veneziano.
 

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