22 Gennaio 2009

L’Iva sulle bollette dei rifiuti era una tassa ingiusta, la Cassazione ha fatto bene ad abolirla

 PADOVA – «L’Iva sulle bollette dei rifiuti era una tassa ingiusta, la Cassazione ha fatto bene ad abolirla».  Il sindaco Flavio Zanonato concorda con il Codacons e rassicura i cittadini: per quanto dipende dal Comune, non dovranno più pagare il balzello. «Non posso garantire però che l’Iva sparirà già dalla prossima bolletta: ci sono dei tempi tecnici, bisogna aspettare che la sentenza sia pubblicata. Poi ci sarà anche un’azione di recupero, nella quale saremo come sempre al fianco della cittadinanza». Questa la posizione dell’amministrazione, che negli ultimi due anni però ha agito da esattore, riscuotendo l’imposta per conto dello Stato come se niente fosse: «Queste erano le regole, ma noi eravamo contrari fin dall’inizio – precisa Zanonato – all’epoca del passaggio dalla vecchia tassa, la Tarsu, a quella attuale, la Tia, siamo stati tra i primi a sostenere le tesi della sentenza». Un "sostegno" a parole perchè per quasi tre anni il Comune ha prelevato dalle tasche dei cittadini anche l’Iva. La scomparsa dell’Iva porterà a un aumento delle altre voci in bolletta, come aveva ipotizzato qualcuno? «Questo potrebbe avvenire nei comuni che affidano lo smaltimento dei rifiuti ad aziende private, non certo a Padova dove a occuparsene è una società pubblica, Aps». Nessun problema? Insomma: i cittadini hanno pagato al Comune per anni soldi non dovuti e ancora una data in cui Aps smetterà di mandare bollette con l’illeggittima Iva al 10% non c’è.

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