22 Gennaio 2009

Venezia, prezzi maggiorati per i “foresti” Codacons presenta un esposto alla Finanza

Il Blitz di Striscia Il tg satirico ha scoperto che i giapponesi pagano il 44% in più

  VENEZIA – Patriottici, a modo loro, i commercianti veneziani «pizzicati» dall’inviato di Striscia la Notizia, Moreno Morello, ad applicare scientificamente tariffe differenziate a turisti – polli da spennare – e veneziani, da trattare più equamente.  Un servizio, quello dell’«inviato in bianco» del tg satirico, che ha portato a un esposto alla Guardia di Finanza da parte del Codacons. Nel servizio trasmesso da Venezia, tre coppie di finti clienti «inviati» da Striscia (una coppia venezia, una giapponese, una romana) andavano negli stessi ristoranti e ordinavano lo stesso menu, lo stesso giorno. Risultato: conti con differenze di prezzo di oltre il 40 per cento.  «Chiediamo alle Fiamme Gialle di acquisire il filmato integrale di Striscia spiega il presidente Codacons, Carlo Rienzi – e di procedere all’individuazione dei ristoranti in oggetto, verso i quali si dovrà agire con il ritiro della licenza».  Il Codacons parla di «comportamenti inaccettabili» per cui servono «punizioni esemplari che fungano da deterrente nei confronti dei furbetti della ristorazione veneziana». Le telecamere del tg condotto da Ezio Greggio e Michelle Hunziker continuano a fare le pulci all’universo veneziano. Dopo la «bacchettata» di poche settimane fa ai vetri «made in China» è stata la volta dei doppi prezzi nei ristoranti. Moreno Morello ha giocato d’astuzia, indottrinando finti avventori stranieri e altri con la parlata locale, corredata da una finta mise da gondolieri. Risultato: nel primo ristorante esaminato, per un pranzo completo una coppia di veneziani ha speso 120 euro, mentre per le stesse portate a due giapponesi sono stati fatturati 144 euro. In un altro caso, i clienti autoctoni hanno speso 60 euro, una coppietta romana ne ha spesi 10 in più mentre per due giapponesi il conto è salito a 76,70 euro, come se ci fosse un vero e proprio tariffario che distingue veneziani, italiani e stranieri. Stesso copione nel terzo ristorante, dove spaghetti alle vongole e fritto misto sono costati da 77 a 90 fino a 109 euro. Cifre che danno da pensare. Intanto i commercianti veneziani finiscono sotto la lente d’ingrandimento di un’indagine di Confesercenti: lo scorso anno, uno su cinque ha guadagnato di più ma in tutti è diffusa la sfiducia nel futuro. Tanto che l’80 per cento dichiara di non poter assumere nuovi commessi e il 44 per cento non investirà nel 2009. La crisi fa paura ai commercianti veneziani, che non stanno investendo nell’ampliamento dei magazzini né nel rinnovo dei locali. è pur vero, però, che i saldi stanno andando meglio del 2008, con un più 5 per cento di guadagni che arrivano quasi a più 10 nel settore calzaturiero. Le lamentele dei commerciani lagunari, però, restano: il 31 per cento degli intervistati definisce l’anno scorso peggiore di quello precedente, il 16,4 per cento «decisamente peggiore». Il 27 per cento non ha notato cambiamenti ma c’è anche un 20 per cento che ammette di aver visto migliorare gli incassi. Insomma, un futuro nero ma non troppo con un 43 per cento che dichiara di avere «speranze nella ripresa».

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