18 Gennaio 2009

Acqua “salata” tocca alla Provincia risarcire gli utenti

 MORI – Il Comune è pronto a dare man forte alle famiglie di Pannone e Varano per far valere il diritto alla restituzione di dieci anni di quota depurazione della bolletta dell’acqua. Ma contro chi? «Se qualcuno deve restituire dei soldi, è la Provincia – dice il sindaco Mario Gurlini – perché il Comune non fa che da tesoriere: nelle nostre casse non resta niente. Un triste incarico per cui ci tocca raccogliere i soldi e poi girarli alla Provincia». Sulla stessa linea Trenta spa, società commerciale del gruppo Trentino Servizi, che assieme al Comune di Mori e alla Pat si vedrà recapitare a breve la lettera con cui le cosiddette utenze delle due frazioni, ovvero un centinaio di nuclei familiari, chiederanno la restituzione di 10 anni di quota depurazione, dopo che la Corte costituzionale ne ha dichiarato inammissibile l’incasso laddove il depuratore sia mancante o anche momentaneamente fuori uso (a Pannone e Varano non esiste la rete fognaria di collegamento al depuratore di Mori). «È evidente che Trenta non c’entra – dice la responsabile dell’ufficio stampa Ilaria Boccagli – perché la quota della tariffa acqua riferita alla depurazione per noi non è che una partita di giro, i soldi transitano da noi ma poi vanno alla Provincia». D’altronde si tratta della prassi, gli interlocutori degli utenti grestani che hanno ingiustamente pagato sono tre: Trenta spa, Comune di Mori e Provincia autonoma di Trento, e a questi sarà spedita la lettera con la richiesta del mega rimborso.  Poi – secondo la linea proposta da Alessandro Vicari, l’avvocato di Codacons cui si sono rivolti gli utenti di Pannone e Varano – saranno i tre soggetti a mettersi d’accordo. O a rispondere davanti ad un giudice, qualora la richiesta non fosse accolta. Intanto, la vicenda ha già sollevato le prime reazioni politiche: il presidente del Consiglio comunale Claudio Civettini attacca Elena Berti, consigliera d’opposizione dei Verdi, la quale ha accusato la Giunta Gurlini di non aver sostenuto in alcun modo i concittadini tartassati, giocando piuttosto allo scaricabarile. «Di là dalle polemiche ben poco fondate della consigliera Berti, resta la priorità assoluta di realizzare finalmente la rete fognaria – dice Civettini – opera il cui buon esito, però, è legato esclusivamente ai finanziamenti della Provincia».

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