18 Gennaio 2009

Sanita’ Indagine Codacons sulle liste d’attesa

 Lungaggini e ritardi nelle prenotazioni, l’associazione «apre» alla Regione

La condizione dell’assistenza sanitaria in Sicilia è stata ieri al centro della conferenza stampa regionale sul tema "Insieme curiamo la sanità siciliana", organizzata dal Codacons Sicila.  «Abbiamo dichiarato battaglia – dice il segretario nazionale del Codacons, Francesco Tanasi – ai disservizi nella sanità siciliana. Abbiamo delegato ad una società esterna il compito di indagare sui tempi d’attesa per le prenotazioni nelle Asl delle 9 province siciliane, con risultati allarmanti. Spesso infatti – continua Tanasi- gli operatori addetti alle prenotazioni delle visite non rispondevano nemmeno al telefono ed anche i privati convenzionati iniziano a risentire delle inefficienze del sistema, se si pensa che per una risonanza magnetica in convenzione i tempi d’attesa sono di 6 mesi. Quello che chiediamo – ha concluso Tanasi – è che le istituzioni si adoperino per migliorare il servizio;  come Codacons siamo pronti ad avviare una collaborazione con la Regione affinché questo miglioramento sia possibile in tempi rapidi». Nel corso dell’incontro sono stati divulgati i dati emersi dall’indagine in merito alle liste d’attesa nelle nove province siciliane. Il tema, caro ai consumatori, ha attirato la presenza di diversi cittadini e di molti operatori del settore Sanità. Per l’avvocato Domenico Fabiano, coordinatore dell’Associazione Nazionale per la Tutela dei diritti del malato «il problema delle liste d’attesa nella sanità pubblica, che impediscono l’accesso all’erogazione dei servizi sanitari, deve essere affrontato in modo capillare e lo faremo in due modi, in attesa di poter avviare una class action.  Con ricorsi d’urgenza, che i singoli cittadini, con l’aiuto del Codacons, potranno presentare per richiedere l’erogazione dei servizi sanitari pubblici nei tempi previsti dalla legge, evitando le lungaggini della burocrazia giudiziaria e con i rimborsi spese che i cittadini potranno richiedere, quando siano stati costretti a pagare dei privati per ricevere in tempi decenti delle prestazioni sanitarie previste anche dal servizio sanitario pubblico». Nel corso dell’incontro è stato inoltre rilevato il successo della linea telefonica verde 800.955544 adibita alla ricezione di segnalazioni di disservizio nella sanità da parte dei cittadini e Tanasi ha concluso con una provocazione, annunciando l’invio alle istituzioni responsabili dei disagi rilevati dell brano «A chi vuol toglierci il respiro», cantato dall’ambasciatrice europea per i diritti dei consumatori Veruska Pieroni, presente alla conferenza.
 

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