“Carta vuota alla cassa, che vergogna”
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fonte:
- Gazzetta di Modena
L’ultimo caso è di ieri pomeriggio, in un supermercato della provincia. Uno dei beneficati dalla ‘social card’ ha dovuto lasciare la spesa appena fatta alla cassa: la sua minicarta di credito, ricevuta dal governo, non aveva neanche un euro. Così, dopo giorni di pratiche burocratiche, se n’è andato via in silenzio, tra l’imbarazzo dei presenti. Sul bancone sono rimasti pacchi di pasta, riso, pelati e persino due confezioni di scaloppine. Come lui altre decine di modenesi sono rimasti a digiuno, e il pranzo abbondante è diventato solo un’equivoco, un altro boccone amaro. «E’ una vergogna, vedremo cosa risponderà il governo che si è fatto pubblicità a spese dei più deboli e indifesi – Insorge Fabio Galli (Codacons) – Ma si rendono conto questi signori che hanno tolto il piatto dalla tavola di Natale a chi ne aveva più bisogno? Gli hanno rubato l’unica speranza che avevano, il panettone da regalare ai nipoti?» La sua indignazione è un fiume in piena che rompe gli argini, poi tira fuori un numero di telefono. «Il caso di questa signora è esemplare – dice – Fatevi raccontare che cosa ha dovuto passare prima di ritrovarsi davanti a una cassiera imbarazzata e a un portamonete vuoto». Al telefono risponde una voce sottile, mite, che dopo aver preso fiducia racconta le sue disavventure: «Ho fatto la coda in un patronato sindacale – dice – perchè mi avevano detto che lì davano il certificato per avere la tessera in posta. Invece mi è toccato tornare una seconda volta coi documenti richiesti e lì mi hanno dato un foglio coi timbri; insomma, ero una bisognosa vera e non per finta, non imbrogliavo nessuno. Non è un gran risultato alla mia età, ma vivo con la pensione sociale e l’orgoglio è un lusso che non mi posso permettere. Così ho fatto una terza fila alle Poste, ho ritirato quel pezzo di plastica e siccome non ci ho capito niente ho chiesto a mio nipote cosa fare. Su un foglietto mi ha scritto le istruzioni: quando ho fatto la spesa, ben attenta a non superare i 40 euro, sono arrivata dalla cassiera, le ho dato la carta. Mi è crollato il mondo addosso quando mi hanno detto che non c’erano i soldi promessi. Ho chiesto scusa, ho lasciato lì i sacchetti e me ne sono andata via di corsa. Piangevo, mi vergognavo da morire. Risparmio su tutto, di sera ceno con un caffelatte e non ho mai fatto la spesa senza pagare». Già, il certificato di povertà spesso è l’ultimo aiuto che si vorrebbe chiedere. «Proprio così – conferma Floriano Baroni della Cgil di Castelfranco – In qualche caso abbiamo avuto pensionati che hanno fatto tutte le pratiche ma che alla fine non se la sono sentita di andare in posta o al supermercato e far sapere a tutti che usavano i soldi del governo per far la spesa. Qualcuno si è trovato con la carta vuota e ha comprato solo quello che poteva pagare coi soldi in tasca per evitare figuracce». Dal canto suo l’Inps ha diffuso le cifre di quanti hanno già richiesto la carta e di quanti invece non risultano ancora con l’accredito versato. In totale sono 1745 le richieste di chi ne ha diritto ma di questi solo 1424 hanno effettuato la ricarica. «Da noi sono venuti 1400 pensionati ma solo 169 avevano i requisiti richiesti – spiega Cristiano Marini (Cisl) – Il guaio è che quando si ritrovano con la carta vuota tornano da noi che non possiamo aiutarli; oggi non c’è nessuno che risponde se mancano i soldi a una carta nè può rimediare all’ammanco». Lamentele anche al Caf della Cgil: «Poco più di 400 persone su 1500 che ci hanno contattato hanno avuto il via libera per la carta. Al momento della spesa c’è chi si è trovato con niente in mano». Nei supermercati però non enfatizzano il fenomeno delle carte senza valore. «Qui al Leclerc Conad di via Morane – spiega il direttore Oscar Ratti – abbiamo avuto 31 acquisti a dicembre e 34 a gennaio con la social card, sempre con prezzi scontati del 5%. Problemi alle casse? In un paio di casi, ma per evitare imbarazzi ai clienti le proviamo prima di cominciare i conti. E siccome non è possibile vedere il resto regaliamo un’agendina con date e importi della spesa. In media il tagliando è stato di 37 euro e solo in un caso di 120, cumulando tutto il bonus». «Da noi i clienti con sociali card – aggiunge Massimo Ferrari (Coop) – hanno fatto spesa per 50 euro con 1334 scontrini in totale. E grazie agli sconti abbiamo aggiunto 1700 euro per la promozione sugli acquisti».
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Tags: Fabio Galli, social card
