CASO ENGLARO LA PROCURA DI MILANO NEGA LA REVOCA DEL DECRETO
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fonte:
- Il Giorno
LECCO LA PROCURA generale di Milano ha archiviato la richiesta presentata da un medico e da un giornalista per la revoca del decreto con cui la Corte d’Appello del capoluogo lombardo aveva autorizzato i familiari di Eluana Englaro, la donna in stato vegetativo persistente da 17 anni, a interrompere i trattamenti che la tengono in vita. «Alla luce della decisione della Cassazione che aveva rigettato il ricorso contro la scelta della Corte d’Appello, noi non siamo legittimati a prendere alcuna iniziativa». È LA MOTIVAZIONE del sostituto procuratore generale, Maria Antonietta Pezza. A presentare la richiesta di revoca erano stati il giornalista, Piero Pirovano, presidente dell’associazione «Solidarietà, libertà, giustizia e pace» e il medico lecchese Paolo Gulisano, presidente dell’associazione «Centro aiuto alla vita». Gli stessi legali di Eluana, all’atto di presentazione della richiesta, avevano sostenuto che gli esponenti non avessero alcun titolo per farlo. Nel frattempo, il Codacons, nella persona del suo presidente, Vitto Claut, sarà a Lecco il 24 gennaio prossimo per comparire in tribunale dopo il ricorso presentato da lui stesso al Giudice Tutelare di Lecco. Nel reclamo Claut chiede la revoca e soprattutto la sostituzione del tutore, Beppino Englaro, con altro da nominare, per consentire l’adozione di nuovi provvedimenti opportuni. Soprattutto in merito alla richiesta di interruzione dei trattamenti di alimentazione e idratazione di Eluana, chiesti dal padre. UNA RICHIESTA che, secondo Clut, va contro le finalità proprie dell’ufficio del tutore che sono solo quelle di operare nell’interesse dell’incapace rappresentato.
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