I pendolari: “Pronti a fare causa”
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fonte:
- Brescia Oggi
La sentenza del giudice di pace di Piacenza che il mese scorso ha condannato Trenitalia a pagare 1.000 euro più 1.500 per spese processuali, per risarcire «il danno non patrimoniale» subito da Umberto Fantigrossi per i continui ritardi del treno con cui si recava al lavoro a Milano avrà probabilmente un seguito anche a Brescia. Le associazioni dei pendolari, in attesa della nuova legge sulla class action (attesa per giugno) hanno deciso di rivolgersi alle associazioni dei consumatori dopo le ultime disavventure subite giovedì sera al ritorno da Milano. SUL SITO dei pendolari bresciani a Daniele che ha scritto: «Il treno delle 18,25 per Verona non è partito in orario perché mancava il macchinista: alle 18.56 è arrivato il primo macchinista, ma per partire occorreva il secondo che è arrivato alle 19.04: siamo partiti alle 19.08», ha risposto Paolo Rivi scrivendo: «Caro Daniele, a te mancava il macchinista, a noi sull’Eurostar delle 18,05 mancava il locomotore… e siamo partiti con 45 minuti di ritardo». I DISAGI di questi giorni, con treni soppressi per neve e passeggeri in aumento, stanno spingendo i pendolari a valutare sempre più attentamente l’ipotesi di adire a vie legali. Il primo documento del 2009 pubblicato sul sito con l’invito a raccogliere adesioni all’iniziativa, parte contestando «la riclassificazione dei treni intercity in eurostar city, l’aumento dal 100 al 120 per cento dei costi, l’impossibilità ai pendolari con Carta Regionale Trasporto di salirvi, l’abolizione delle Ic Pass, che permettevano agli abbonati di accedere con un supplemento agli Intercity». Il testo prosegue criticando le autorità per non avere tutelato i diritti dei consumatori e sottolinea che la situazione è «al limite del boicottaggio al diritto allo studio ed al lavoro sanciti dalla Costituzione». Al documento che ha contestato l’organizzazione dell’orario e la qualità di carrozze e locomotori ha fatto seguito l’invito a Adiconsum, Codacons, Altroconsumo, Federconsumatori, Legambiente e agli amministratori locali e regionali per ottenere assistenza legale per procedere nei confronti di Trenitalia e per presentare una serie di esposti all’antitrust e alla magistratura. SECONDO l’associazione «l’accordo sottoscritto dall’Associazione con Regione Lombardia, Trenitalia, Enti Locali e sindacati è stato totalmente disatteso sia da Trenitalia che, a fronte di aumenti, non ha adeguato gli standard di servizio peggiorati su tutti i fronti in maniera vergognosa su puntualità, pulizia e qualità dei treni, sia da parte della Regione che non ha ancora emesso la nuova Crt Plus prevista nell’accordo costringendo migliaia di pendolari a sottoscrivere da gennaio più abbonamenti separati a metrò, treni regionali, treni Eurostar con esborsi superiori, rispetto al 14 dicembre, del 100-200% a seconda dei casi». Secondo i pendolari la sentenza di Piacenza offre ora la possibilità di chiedere il risarcimento del «danno esistenziale». Osservando che «i ritardi nell’ultimo mese hanno comportato danni sociali-esistenziali con tensioni col capoufficio, decurtazioni di stipendio, problemi in famiglia per tutti» Claudio Ghiaini che ha steso il documento per i pendolari bresciani ha chiesto alle Associazioni dei consumatori e degli utenti un supporto «per valutare insieme l’avvio di azioni volte alla tutela dei diritti di migliaia di pendolari della Regione Lombardia e, nella fattispecie, della linea 17 Venezia-Milano». La prima risposta positiva è arrivata da Domenico Ghirardi, segretario Cgil della Valcamonica, che sottolinea l’urgenza di risolvere un problema che sta togliendo ai lavoratori camuni la possibilità di una vita con la famiglia.
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