24 Settembre 2008

Rincari, Codacons: le famiglie modificano le proprie abitudini d’acquisto

In città ci sono già due centri commerciali. E agli occhi degli specialisti del settore, sembra che non ci sia molto interesse per arrivare sul territorio con un’attività che, seppur diversa per l’offerta dei prodotti, dovrebbe contare su una seria concorrenza. Eppure, qualcuno un primo monitoraggio per portare un discount a Cantù l’aveva fatto. E più di una volta. Loredana Vaghi, vicedirettore dell’Ld di Vertemate con Minoprio, riferisce che la sua catena qualche interesse su Cantù l’aveva avuto. Ma poi, a quanto sembra, i vertici avrebbero deciso di lasciare perdere proprio per non scontrarsi con i colossi della grande distribuzione. "Ho sentito dire che sono andati a vedere qualche stabile, ma poi non hanno trovato il posto che ritenevano adatto per aprire un nuovo punto vendita della catena ? dice ? o magari anche perché avrebbero dovuto misurarsi con la concorrenza dei due centri commerciali". La Lombardini Discount (questo è il significato della nota sigla, molto radicata in provincia di Como, che campeggia in un logo verde su sfondo giallo) a Cantù sarebbe venuta in perlustrazione più di una volta, come continuano a raccontare da Vertemate. "Sono stati a Cantù parecchie volte a guardare alcuni edifici commerciali. Poi devono aver deciso di fare altrimenti". Avere una conferma dalla direzione, nella giornata di ieri, non è stato possibile. Fabrizio Ganzaroli, direttore delle vendite di Ld, nella sede di Dalmine, in provincia di Bergamo, era introvabile. Per Cantù, da una parte, ci sarebbe l’interesse, forse superato, di Ld. Dall’altra, è una voce popolare che parla di un possibile insediamento di un supermercato, così si dice, a basso costo, nella zona tra il centro e Vighizzolo. Ma in Comune sembra che non sia stata attivata nessuna pratica. E per il momento pare proprio che il discount, difficilmente, sorgerà a breve nella città del mobile. Intanto, sempre più persone si servono delle catene alimentari a basso costo.  I fortissimi rincari registrati nel settore alimentare, secondo il Codacons, hanno portato le famiglie a modificare le proprie abitudini d’acquisto, mettendo in campo rimedi tesi a consentire risparmi sulla spesa quotidiana. "Proprio tali cambiamenti hanno determinato uno spostamento in massa dei consumatori dagli esercizi abituali come supermercati, ipermercati, e negozi alimentari, che hanno visto calare del 2% il volume d’affari. In favore dei discount, che hanno registrato un incremento delle vendite del 70%", si legge in un comunicato dell’associazione dei consumatori diffuso in questi giorni.

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