Il Codacons: fuorilegge il giallo sotto i 4 secondi
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fonte:
- La Provincia di Como
Il giallo è un giallo. I tempi di permanenza della luce intermedia sugli impianti semaforici sono, a detta di molti vigili urbani, non regolamentati. Non ci sarebbe insomma una legge, un’indicazione, che stabilisce un minimo è un massimo per il colore. Inutile quindi, per loro, valutare e misurare i tempi cronometro alla mano dei gialli nell’Erbese, come fatto ieri in queste pagine. Secondo il Codacons, invece, è tutto molto chiaro. C’è una nota del ministero dei Trasporti che regola la materia, con i crismi di legge. "Secondo la nota del Ministero dei Trasporti, Dipartimento per i Trasporti Terrestri – Direzione Generale per la Motorizzazione, Protocollo n. 77901 dell’10 agosto 2007, che ai sensi dell’articolo 5 del codice della strada ha valore di legge e che richiama uno studio del Consiglio nazionale delle ricerche, il giallo deve durare minimo quattro secondi a fronte del limite di velocità di 50 chilometri orari, e di 5 secondi con velocità di 70 chilometri orari". Così recita il comunicato Codacons del 18 settembre, pubblicato sul sito dell’associazione che invita chi ha preso multe con semavelox tarati sotto questi limiti a proporre ricorso. In pratica, seguendo queste indicazioni, molti semavelox dell’Erbese non sarebbero regolati in modo opportuno: a Lurago il tempo del giallo è circa 3 secondi e 8 decimi, a Casiglio è 4,2, ad Albavilla 4,4. Insomma tutti sotto, possibili errori di misurazione manuale a parte, il minimo previsto. L’unica postazione semaforica corretta sarebbe quella di Pusiano, il cui giallo diventa rosso decisamente dopo i cinque secondi: 5,9. Il vigile Franco Mazza che si occupa di questa postazione, richiama a sua volta la nota del ministero dei Trasporti: "C’è una nota che stabilisce un tempo minimo per il giallo di 5 secondi, noi cerchiamo di applicarla. Mi sembrano ingiuste le critiche che ci sono piovute addosso negli scorsi mesi, il semavelox lo stiamo usando in modo corretto: per fare prevenzione, non per fare cassa. Purtroppo c’è molta confusione per quanto riguarda i tempi e non solo". In effetti molti vigili non prendono in considerazione la nota, rifacendosi proprio alla lettura del codice della strada. L’articolo 41 recita infatti: "Durante il periodo di accensione della luce gialla, i veicoli non possono oltrepassare gli stessi punti stabiliti per l’arresto, di cui al comma 11, a meno che vi si trovino così prossimi, al momento dell’accensione della luce gialla, che non possano più arrestarsi in condizioni di sufficiente sicurezza; in tal caso essi devono sgombrare sollecitamente l’area di intersezione con opportuna prudenza". In pratica il codice non parla di tempi delle postazioni semaforiche. Molti ricorsi al giudice di pace sono stati bocciati proprio per questa ragione, almeno fino al momento della pronuncia del ministero. Confusione a parte, il vigile in pensione di Segrate, l’impianto che ha portato alla ribalta nazionale il problema dei T-red, Franco Fabietti, taglia corto: "I tempi del giallo devono essere fissati valutando il tipo di strada, però la multa a mio parere deve scattare non dopo il giallo, ma dopo almeno tre secondi di rosso. Sei ? sette secondi in totale, così si colpisce chi ha volutamente infranto il codice della strada, altrimenti si vuole fare cassa". Ci sono semavelox nell’Erbese con tempi sotto i quattro secondi o di poco sopra: "Quattro secondi di giallo e multa è assolutamente assurdo. Il tempo di reazione di una persona varia tra un secondo e uno e mezzo, restano in pratica solo due, tre secondi per frenare. Basta essere troppo sotto o una minima distrazione, e ci si trova multati. Io poi ho lavorato molto con i semafori meccanici e posso dire che erano molto più affidabili di quelli elettronici presenti ora. Volendo, con queste postazioni si potrebbe cambiare i tempi del giallo senza neppure la presenza dell’operatore".
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