Il petrolio ora cala, ma il pieno è sempre caro
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fonte:
- L`Eco di Bergamo
Nonostante il prezzo del greggio sia tornato ai livelli di aprile, la benzina e il gasolio non sono diminuiti di pari passo I consumatori accusano: così si specula sulle vacanze. Confesercenti: tolto quello che si poteva, il resto tocca al governo La corsa del petrolio, che sembrava inarrestabile, si è fermata. Eppure, nonostante questo, non sembrano esserci buone notizie per i consumatori Italiani. Se da una parte per la prima volta il costo del greggio è sceso di oltre 5 dollari, precipitando al livello di tre mesi fa ? a circa 119 dollari al barile ? dall`altra il prezzo della nostra benzina (per non parlare del gasolio, che ad aprile era ancora ben al di sotto della verde) non è sceso di pari passo. È quanto appare evidente dal grafico pubblicato in questa stessa pagina: in aprile infatti il prezzo del petrolio era lo stesso di oggi, ma una media ragionevole tra benzina e diesel era stimabile attorno all`1,406, contro l`1,461 attuale. Per avere un`idea in concreto è sufficiente fare un semplice calcolo: la media dei prezzi della benzina senza piombo rilevati ieri in 8 distributori dimostrano un aumento del 4,1% per ogni litro ad ogni rifornimento rispetto a tre mesi fa, quando un pieno costava quasi 3 euro in meno. Perché cala il greggio Mentre il prezzo del greggio scivola sempre più indietro ? ed è importante ricordare che meno di un mese fa, l`11 luglio, si era registrato il massimo storico oltre i 147 dollari a barile, dopo che in quella stessa giornata era stato sfondato il “muro dei 150 ? ci si interroga sulle ragioni di questa inversione di tendenza. Il calo, con tutta probabilità, è da attribuire a un rallentamento dell`economia globale e, di conseguenza della domanda petrolifera. Fra le cause non è da escludere anche il timore per il ciclone Eduard che nelle prossime ore toccherà le coste del Texas e per il raffreddamento dei consumi di benzina negli Usa. Questa frenata risulta essere una vera e propria boccata d`ossigeno per tutta l`economia mondiale; e subito si sono registrati effetti positivi sulle borse internazionali: ad esempio il Mibtel a Milano ha segnato ieri mattina un rialzo del 1,69 % dei titoli principali, trascinati dal calo del greggio. Se il petrolio va giù, la benzina scende al rallentatore senza dare vantaggi ai consumatori che non si danno pace per la corsa impazzita dei prezzi alla pompa di benzina. La maggior parte dei benzinai, interrogata a riguardo, non riesce a dare una spiegazione logica a questa situazione. C`è chi sostiene che in realtà il prezzo del carburante non dipenda solo dal costo del petrolio, ma da molteplici fattori che molti non tengono in considerazione. Fra questi il più rilevante sembra proprio essere la distribuzione inefficiente del servizio nel nostro Paese. “Non ci resta altro che fare il pieno e prendere d`assalto le stazioni discount dove il carburante costa meno ? spiegano la maggior parte degli automobilisti ? Solo in questo modo possiamo risparmiare 5 o 6 centesimi ogni litro“. la protesta dei consumatori Attraverso una nota ufficiale si sono fatte sentire Adusbef e Federconsumatori, le quali chiedono che “benzina e gasolio scendano a 1,40 euro al litro“, giudicato il valore equo “in assenza di speculazioni e fenomeni di doppia velocità nell`adeguamento dei prezzi“. Proprio per combattere le speculazioni nel settore, soprattutto nel periodo estivo, i consumatori chiedono al governo “verifiche e sanzioni“ che colpiscano chi contravviene alle regole. Un`altra misura per calmierare i prezzi, l`accelerazione delle liberalizzazioni del settore, “arrivando ad avere sul territorio ? spiegano ? almeno 2.000 pompe “bianche““, cioè “indipendenti“, che garantiscono agli utenti un risparmio diretto di circa 7-8 centesimi al litro. I prezzi “calano con il contagocce“, denuncia il Codacons secondo cui “rispetto ai massimi il petrolio ha perso quasi 30 dollari, cioé il 20% mentre la benzina è scesa meno del 5%“. L`associazione chiede perciò al premier Silvio Berlusconi di convocare immediatamente le compagnie petrolifere, accusate di “speculare sulle vacanze degli italiani“. Confcommercio replica “Verso metà luglio ? replica Luca Squeri, presidente di Figisc-Confcommercio ? il greggio quotava 143,51 dollari al barile, ora è a 119: un calo quasi del 17%, ma a fine luglio era ancora oltre i 126 dollari. Bisogna però soprattutto vedere la quotazione dei prodotti lavorati sul mercato internazionale, cioè il prezzo Platt`s di benzina e gasolio. Per la benzina è calato di 0,069 euro al litro dal 14 luglio, cioè di un 12,85%, e da allora la stessa benzina al distributore italiano è calata di 0,073 euro al litro. Considerato che la quotazione del prodotto lavorato sul mercato internazionale costituisce circa il 34% del prezzo finale alla pompa, un calo del 13% del primo vale circa un decremento del 4,5% sul secondo, il che è puntualmente avvenuto al distributore in Italia. Se il Codacons vuole una diminuzione del 15% di tutto il prezzo al pubblico chieda allora al governo tagli per il restante 10,5% (sono circa 16 centesimi) sulle accise e sull`Iva“.
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