Ederle 2, il Tar decide sul blocco del progetto
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fonte:
- Giornale di Vicenza
Contestata la Valutazione di incidenza ambientale, che si riferirebbe al lato est dell’aeroporto
Il Tar è a un passo dalla decisione sul progetto della Ederle 2. Probabilmente già oggi il tribunale amministrativo del Veneto si pronuncerà sul ricorso presentato dal Codacons e da alcuni esponenti del movimento No Dal Molin, fra cui Giancarlo Albera, portavoce del Coordinamento dei comitati.
La battaglia legale si trascina dallo scorso autunno, in un’altalena di udienze che finora hanno ottenuto un risultato, per quanto parziale: la presentazione di alcuni documenti, fra cui il via libera tecnico del Genio militare, vale a dire la “concessione edilizia” rilasciata agli americani.
Per i ricorrenti è troppo poco: ci sarebbero ancora ombre e omissioni nell’iter della base Usa, giunto oramai ai blocchi di partenza, se è vero che dal 1° luglio le chiavi del settore ovest del Dal Molin saranno consegnate nelle mani delle autorità statunitensi.
L’ultima puntata della telenovela tribunalizia è andata in scena ieri a Venezia, dove per oltre tre ore si sono sfidati gli avvocati del Codacons, tra cui il presidente Carlo Rienzi, l’Avvocatura dello Stato e i legali della Regione Veneto. Due i nodi venuti al pettine: il progetto per il lato ovest dell’aeroporto non è mai stato presentato; l’equilibrio ambientale dell’area non è garantito.
«Il Codacons – riferisce Rienzi – ha contestato l’autenticità della Vinca, ovvero la valutazione di incidenza ambientale, nella quale si dichiara che è stata svolta sul progetto a ovest della pista aeroportuale, mentre al suo interno si fa riferimento agli insediamenti a est. Dalla Vinca emergono comunque descrizioni per le quali l’ampliamento della base Usa pare precluso. Infatti non soltanto la valutazione prevede il rischio di inquinamento delle falde acquifere superficiali di livello “medio-elevato”, ma prevede anche il divieto di insediamenti al di sotto dei 4 metri di profondità, il che rende impossibile il previsto tunnel di un chilometro che dovrebbe essere realizzato a una profondità tra i 30 e i 50 metri». Il tunnel è quello della futura tangenziale nord, che taglierebbe in due l’area dell’aeroporto.
Nel corso della discussione il Codacons ha evidenziato «come sia abnorme che il consenso a un insediamento così importante per i residenti, sia stato dato dal Governo in “forma verbale”, e quindi in violazione della legge 241 del 1990».
Secondo quanto riferisce Rienzi, «l’Avvocatura dello Stato si è opposta alla richiesta di sospendere l’autorizzazione, sostenendo che comunque non si costruirà nulla per il momento, almeno fino a che non sarà data una autorizzazione definitiva a seguito della redazione di un nuovo progetto che prevede l’ampliamento ad ovest della pista e non ad est come avviene attualmente. Nella richiesta di sospensiva è stato dedotto principalmente il danno subito dalla popolazione, in relazione alla violazione della direttiva europea che prevede l’obbligo di sentire la popolazione prima di concedere qualsiasi autorizzazione».
Albera conta di presentarsi all’assemblea convocata per questa sera alle 20.30 al Canneti con un pronunciamento, ancorché parziale, del Tar: «Vogliamo trasparenza: ci diano tutti i documenti».
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