19 Giugno 2008

“Colpiti perché denunciamo“

“Le accuse contro di noi? Solo fango per cercare di screditare chi ha “osato“ denunciare cosa si cela dietro il fenomeno Cobas del latte, cioè l`evasione dei prelievi supplementari trattenuti in maniera fittizia e mai versati per un importo di centinaia di milioni di euro“. Piemonte Latte replica ai dissidenti di Antonino Bedino, che con un esposto in Procura accusano la cooperativa di aver aggirato la disciplina delle quote vendendo in nero il latte prodotto in eccesso. Una denuncia basata su testimonianze di ex soci “pentiti“, ora indagati dagli stessi magistrati, insieme al presidente della società Mario Tommaso Abrate, un funzionario, due segretarie e altri produttori. “Pentitismo di comodo – si legge in una nota -: Piemonte Latte ha sempre garantito il rispetto delle leggi che regolano il meccanismo delle quote, provvedendo a trattenere sistematicamente i valori corrispondenti agli esuberi produttivi“. Alla replica, sono allegati dati e cifre: oltre 4 milioni e 700 mila euro versati dal `95 al 2007 per rispettare il sistema europeo. “I soci hanno acquistato e affittato le quote loro necessarie – informa la coop -. Ad oggi gli acquisti ammontano a oltre 250 mila quintali, gli affitti a circa 100 mila. A differenza di altri, noi non abbiamo soci che hanno venduto la propria quota, per lucrare ulteriormente sul sistema, moltiplicando contemporaneamente la produzione per due, tre o quattro volte“. Dallo scorso 7 novembre, ammettono dalla Piemonte Latte, alla cooperativa è in corso una verifica fiscale da parte della Guardia di finanza di Saluzzo “che, ovviamente, riguarda anche gli adempimenti previsti dal sistema delle quote latte“: “Che si tratti di un`indagine legata all`esposto presentato dai Cobas, lo abbiamo appreso solo la settimana scorsa, dai giornali“. Dietro il comportamento dei pentiti, secondo la cooperativa, ci sarebbe anche “la volontà di colpire e punire Piemonte Latte che ha avuto l`ardire, con Associazione produttori piemontesi, Coldiretti, Confagricoltura, Cia e Confcooperative Piemonte, di opposti al sistema di diffusa illegalità da loro stessi imbastito. Così fioccano denunce contro tutto e tutti: Agea, Regione, Banche dati per il controllo dell`anagrafe bovina (in Lombardia), tutti i produttori che hanno acquistato quote latte per evasione di iva e, adesso, anche Piemonte Latte“. “Respingiamo ogni accusa. E continueremo a tutelare i nostri associati e a vigilare sul rispetto della legge“, precisa la cooperativa che, dall`anno scorso, è parte civile insieme a Regione, ministero, Codacons e altre organizzazioni agricole al primo maxi-processo a 56 Cobas (fra questi anche Bedino) in corso a Saluzzo per un presunto raggiro da 240 milioni di euro.

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