Class action da “ritoccare“ con le parti coinvolte
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fonte:
- l`Adige
Bisognerà attendere il 2009 per poter dare il via a cause collettive anche in Italia. L`entrata in vigore della legge che consente azioni risarcitorie a tutela degli interessi di consumatori e utenti, che molte associazioni erano pronte a promuovere contro società e banche, slitterà di sei mesi, dal primo luglio al primo gennaio 2009, come ha confermato Claudio Scajola, ministro dello Sviluppo. Il provvedimento, licenziato con la Finanziaria 2008 dal governo Prodi, sarà oggetto di una “revisione“, con le parti sociali, e sarà allargato alla Pubblica amministrazione. Una bocciatura alla decisione di rinviare la legge è immediatamente arrivata dalle associazioni dei consumatori. “Siamo assolutamente contrari“, ha affermato il Codacons. Anche Raffaele Bonanni, segretario della Cisl, ha mostrato di non essere d`accordo: “Questa altalena non fa bene al Paese“, ha dichiarato, riferendosi al meccanismo di norme scritte da un governo e cancellate dal successivo. La norma è comunque destinata a essere rivista. Pur sottolineando che “il governo è favorevole al provvedimento“, che è “di assoluta validità e importanza per i consumatori“, Scajola ha spiegato che la legge sulla class action entrerà in vigore a gennaio del prossimo anno dopo un “percorso di revisione con le parti interessate“. Perché, ha spiegato Scajola “abbiamo il sospetto che così com`è porterebbe a vagoni di ricorsi senza giovare ai consumatori“. Dunque, per soddisfare l`obiettivo che deve essere di “dare giustizia a chi si sente danneggiato“ e “per produrre effetti positivi“, ha precisato il ministro, “ha la necessità di essere ritoccata“. I ritocchi che, ha sottolineato, saranno discussi assieme alle “parti coinvolte“. Per questo Scajola ha convocato già oggi il Consiglio nazionale dei consumatori. La decisione di fermare la legge sulla class action non è piaciuta al leader della Cisl. Sollecitando una “spiegazione“ del governo su “questo stop“, Bonanni ha affermato: “Non mi piace che alcuni governi scrivano le norme e quelli dopo le cancellino. Questa è un`altalena che non fa bene al Paese“, ha sostenuto il segretario generale della Cisl, perché “non crea un clima costruttivo e di fiducia“. Da parte loro i consumatori promettono opposizione. “Ci opporremo a proroghe che appaiono palesemente ordinate dalle grandi imprese italiane guidate da Confindustria“, ha annunciato Calro Rienzi, presidente del Codacons. Più possibilista l`Adiconsum. “Se il rinvio della class action“, ha spiegato Paolo Landi, segretario generale, “dovesse portare a sostanziali miglioramenti saremmo d`accordo, ma temiamo non sia così, viste le pressioni di Confindustria“.
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