14 Giugno 2008

Inflazione mai così alta dal `96. Effetto pasta, rincari del 3,6%

Inflazione mai così alta dal `96. Effetto pasta, rincari del 3,6%
Secondo i consumatori la stangata di fine anno ammonterà a 1500 euro. La sola acqua potabile aumentata del 6,7%

La corsa dei prezzi non accenna a fermarsi. L`Istat ha confermato l`impennata del mese di maggio che porta l`inflazione su base annua al 3,6% rispetto al 3,3% di aprile. è il massimo dal 1996. Ancora alimenti e carburanti in testa agli aumenti con il record del gasolio (+26,3% in un anno) e della pasta (+20%). Le associazioni dei consumatori lanciano l`allarme- portafoglio per la spesa delle famiglie e contestano il dato ufficiale sostenendo che “quello vero“ è di almeno il 7%. La stessa Istat, diffondendo anche la contestata percentuale del prezzo dei beni “ad alta frequenza di acquisto“, ammette che in questo caso l`inflazione è più alta ed è salita al 5,4% dal 5,1% di aprile. Il vento inflattivo, che colpisce tutti i Paesi (la Germania in maggio ha registrato il 3% dal 2,4% di aprile e gli Usa il 4,2% con un “salto“ dello 0,6% nell`ultimo mese), secondo gli economisti dell`Istituto di statistica trae origine nel “persistere di forti tensioni internazionali sui prezzi dei beni alimentari ed energetici“. Ma ormai il trend al rialzo colpisce tutto, compresa l`acqua potabile che in un anno è aumentata del 6,7%, con la differenza che i comparti regolamentati (le tariffe) hanno messo a segno rialzi medi del 9,1% mentre quelli “liberi“ continuano a viaggiare a una media superiore calcolata al 15,6% sempre su base annua. Il governo, anche su pressione delle associazioni dei consumatori, ha annunciato una serie di misure anti-inflazione che dovrebbero essere prese nel decretone sulla manovra triennale in programma mercoledì prossimo. Il ministro dello Sviluppo Claudio Scajola ieri ha precisato che “verranno accelerati i provvedimenti sulle liberalizzazioni comprese quelli dei servizi locali e delle reti dei carburanti, sulle semplificazioni amministrative e sulla sorveglianza dei prezzi “. Tensioni internazionali sulle materie prime a parte, colpiscono alcune forti ricariche sui prezzi nella filiera alimentare. La Coldiretti, l`associazione degli agricoltori, per l`ennesima volta parla di “aumenti ingiustificati “ e cita alcuni dati esemplari: dei 467 euro che ogni famiglia italiana mediamente destina agli acquisti di alimenti e bevande oltre il 51% va al commercio, il 30% ai servizi e solo il 19% alle imprese agricole, cioè ai produttori. La “filiera“ distributiva, in pratica, moltiplica per cinque (+500%) il prezzo d`origine che comprende anche il guadagno per gli agricoltori. E torna a proporre l`idea del doppio prezzo obbligatorio da esporre sugli scaffali (origine e consumo) che finora però non ha trovato accoglienza da nessun governo. Il Codacons ha già fatto due conti – parla di “emergenza nazionale“ – e stimato in una maxi-stangata di 1500 euro a fine anno per famiglia il risultato di questa serie “speculativa“ di aumenti che ha visto in controtendenza solo i medicinali e i servizi telefonici. Per quanto riguarda i superrincari dei carburanti, l`Adoc ha calcolato che otto milioni di automobilisti stanno modificando le loro abitudini con due milioni di guidatori che hanno deciso di non usare più l`auto. Roberto Bagnoli Il ministro Claudio Scajola.

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