L`effetto benzina sostiene i prezzi di frutta e verdura
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fonte:
- Il Messaggero
L`effetto benzina sostiene i prezzi di frutta e verdura i cui livelli, rispetto ad un anno fa risultano più cari in media del 20%. I listini di limoni, pere e fagiolini sono cresciuti del 41-43%, ma rincari a cifra doppia, hanno coinvolto anche arance, banane, finocchi, insalata e melanzane. Analizzando le dinamiche elaborate da Osservaprezzi, solo per carciofi di produzione locale, patate comuni tonde e pomodori rossi da sugo c`è il segno negativo. Tra i motivi dell`impennata c`è l`incidenza dei costi di trasporto conseguenza dei rincari subiti da benzina e gasolio rispetto ad un anno fa. Un effetto subito soprattutto dai grossisti e che giocoforza si riflette poi sui listini al dettglio. “Una volta non ci si faceva caso – spiega il responsabili acquisti di Garden Fruit di Foligno – ma ora è diverso e anche nei trasporti eseguiti autonomamente dobbiamo tenere conto delle spese sostenute. Basti pensare che per ogni euro di merce trasportata, al momento, i carburanti incidono dai 10 ai 15 cent“. E con la regione che, aspettando le produzioni locali, per la maggior parte di approvvigiona da mercati esterni, Fondi (Latina), Bologna ma anche direttamente in Sicilia, uno dei motivi dei listini caldi di frutta e verdura è presto spiegato. Se poi ci si affida alla merce estera, la misura dei rincari risulta ancora più evidente. Nel caso della albicocche, ad esempio, quelle spagnole – al dettglio – costano fino a 2-2,5 euro al chilogrammo in più. “Le pere abate lunghe in commercio – aggiungono da Garden Fruit – provengono dal Cile e all`ingrosso il prezzo si aggira sui 2,20 euro che al dettaglio diventano anche 4 euro“. Da qui l`invito di associazioni di consumatori e agricoltori a scegliere produzioni locali e le cosiddette “vendite a chilometro zero“. “I costi di trasporto pesano sempre di più – aggiunge Carla Falcinelli, presidente del Codacons Umbria – per questo chiediamo ai sindaci di prevedere spazi nelle città per i mercati giornalieri per la vendita diretta. Oltre al vantaggio del prezzo, c`è anche quello del rapporto diretto col produttore cui si possono “contestare“ immediatamente ad esempio, qualità e varietà dei prodotti esposti“. Per meloni, cocomeri e fagiolini, sono gli stessi addetti ai lavori a consigliare di aspettare le produzioni locali. Per quanto riguarda i meloni, infatti, sono in circolazione ancora quelli prodotti in serra che al dettaglio costano almeno 1,30-1,40 euro (70-80 cent all`ingrosso), ed anche il prezzo dei cocomeri è ancora alto. “Con pioggia e temperature basse – spiegano da Garden Fruit – la qualità dei cocomeri è bassa e non si vendono: è un frutto che vuole il sole per raggiungere la giusta maturazione. Anche i fagiolini sono ancora un po` cari con i prezzi al dettaglio che in questo momento raggiungono anche i 3,50 euro al chilo. Con le produzioni locali ormai avviate, ci aspettiamo un incremento della quantità disponibile ed una riduzione dei prezzi. Aspettando qualche giorno si può risparmiare quanche cent ed avere un prodotto locale in tavola“.
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