10 Giugno 2008

La protesta dei camionisti si estende in tutta Europa

La protesta dei camionisti si estende in tutta Europa
Autotrasportatori sul piede di guerra. Il governo preannuncia il taglio delle accise

Stop al caro-gasolio oppure dal 30 giugno si fermerà l`Italia dei Tir. Mentre in tutta Europa scoppia la protesta dei camionisti per l`impennata record dei prezzi del petrolio (con il blocco del passaggio dei Tir sul confine franco-spagnolo e il rischio che presto venga messa in ginocchio la distribuzione delle merci) è arrivato ieri l`ultimatum al governo da parte delle associazioni degli autotrasportatori italiani. E proprio per scongiurare un blocco (cinque giorni) che causerebbe pesanti effetti in un paese dove quasi l`80% dei beni viaggia su gomma e ridurre l`impatto del caro-gasolio sul trasporto il governo è pronto a varare una serie di misure. Tra i provvedimenti allo studio (e messi sul tavolo del confronto con gli autotrasportatori in programma ieri sera, termine ultimo dato per avere risposte capaci di scongiurare la fermata dei Tir) c`è innanzitutto il congelamento delle tasse sui carburanti. “Stiamo predisponendo un piano da proporre a Tremonti che preveda un blocco delle accise per tutto il 2008“, ha anticipato il sottosegretario allo Sviluppo economico Ugo Martinat. “Il piano finanziario 2008 ha aggiunto prevede di incassare un tot di accise. Nel momento in cui il petrolio continua a salire anche le accise aumentano. Quindi si fa cassa per lo Stato ma si penalizza il cittadino. Dato che le accise sono i tre quarti del costo alla pompa, qualora continuasse a salire il petrolio, se si congelano le imposte si riduce fortemente l`impatto dell`aumento“. Intanto il 18 giugno sarà varato un apposito decreto che varrà circa 800 milioni di euro per lo sgancio delle accise sul carburante rispetto alla crescita dei ai prezzi. Lo ha annunciato il sottosegretario all`economia, Alberto Giorgetti, a margine di un incontro a Verona con i vertici interregionali della Guardia di Finanza. “Dobbiamo sventare ha aggiunto quella che è una grave preoccupazione, soprattutto dei trasportatori, attraverso un abbattimento pesante delle accise“. Il congelamento delle imposte (che per il Codacons dovrebbe valere per tutti) non sarebbe però l`unica misura in discussione al ministero dei Trasporti dove l`incontro con i rappresentanti dei camionisti è stato proceduto da un confronto con quelli delle bisarche, anch`essi in stato di agitazione. Del resto, i “padroncini“ non sono disponibili ad aspettare a lungo gli aiuti e il riconoscimento dello stato di crisi del settore. Tanto che ieri al termine del comitato esecutivo della Conftrasporto i presidenti di Conftrasporto Fabrizio Palenzona e della Fai Paolo Uggè hanno lanciato la minaccia del blocco di cinque giorni condivisa da Confartigianato, Cna, Sna Casa e mondo della cooperazione. Lo “sciopero“ dei Tir potrà rientrare solo se arriveranno le risorse promesse: interventi sul prezzo del gasolio (i cui rincari hanno fatto aumentare del 30%, pari a 175 euro, il costo del pieno di un Tir e portato dal 33 al 40%, secondo la Cgia di Mestre, l`incidenza della voce gasolio sui costi di un`azienda di trasporto), ripristino delle risorse per sviluppare le autostrade del mare e avvio concreto dei controlli per combattere l`abusivismo. Mentre il Movimento trasportatori italiani riuniti (Movitir) ha organizzato una protesta di tre giorni in concomitanza con la visita del Papa a Brindisi sabato prossimo, l`aumento dei prezzi dei carburanti sta facendo dilagare le proteste in tutta Europa. In particolare sono scesi sul piede di guerra i camionisti francesi, spagnoli e portoghesi con blocchi delle strade e marce lentissime (soprattutto verso Bordeaux) che formano code chilometriche per stroncare le forniture di carburanti e di beni ai supermercati.

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