8 Giugno 2008

Il popolo delle pignatte ora torna a mobilitarsi

Il popolo delle pignatte ora torna a mobilitarsi
Assemblea straordinaria in vista del 1° luglio, giorno del passaggio dell`aeroporto agli americani

Meno 24 giorni al 1° luglio. I No Dal Molin hanno cerchiato la data tre volte di rosso. É il giorno in cui l`area dell`aeroporto sarà ufficialmente consegnata alle autorità americane. Il giorno in cui le ruspe potrebbero varcare i cancelli e cominciare a scavare per costruire la base statunitense. “È vero, la situazione è radicalmente cambiata con l`elezioni di Variati a sindaco della città – dice dal microfono di un tendone affollatissimo Francesco Pavin, leader del presidio permanente contro la Ederle 2 – sono mutati i rapporti di forza, ma può ancora accadere di tutto“. La mente corre come un fulmine a sette mesi fa, quando le ruspe entrarono all`aeroporto militare per avviare la bonifica alle 4.30 di mattina. Un blitz che colse di sorpresa tutti, a partire dalle ronde organizzate dal Presidio. Nessuno vuole correre rischi e ieri è stata organizzata un`assemblea provinciale straordinaria al tendone di Ponte del Marchese che ha richiamato tutti, dal presidio di Pavin, Olol Jackson, Cinzia Bottene, Marco Palma al coordinamento di Giancarlo Albera, alla Rete di Lilliput di Silvano Caveggion, alle Famiglie per la Pace di Francesco Ambrosi, al Patto Permanente di Germano Raniero. Un obiettivo: organizzare la città sia in vista del 1° luglio, sia della consultazione popolare annunciata da Variati tra settembre e ottobre. L`annuncio è dato all`interno del tendone: “Bisogna fare sentire la pressione del movimento“. Un crescendo di manifestazioni che partiranno il fine settimana del 21 e 22 giugno. Sarà solo un antipasto. “In quell`occasione – propone Pavin – la città sarà imbandierata. Dobbiamo fare in modo che case e interi quartieri siano avvolte da bandiere per lanciare le nuove iniziative e creare l`atmosfera giusta“. Uno dei piatti forti sarà servito qualche giorno dopo. Il 24 o 26 giugno, a seconda di quando verrà fissata la seduta del consiglio comunale monotematico sul Dal Molin, verrà portato in aula il contro-ordine del giorno annunciato da Variati che andrà a superare e annullare quello approvato in sala Bernarda il 26 ottobre 2006, quando il sindaco era Hüllweck e la maggioranza era di centrodestra. Un atto, in buona sostanza, che faccia fischiare le orecchie agli americani inducendoli a sospendere i lavori della nuova base. Fuori da Palazzo Trissino – annunciano dal presidio – tornerà il “popolo delle pignatte“ con una grande manifestazione che avrà il sapore di una festa. Il piatto più succulento arriverà però il 30 giugno, a ridosso della data fatidica del passaggio agli americani: una mobilitazione di massa da vari concentramenti della città fino ad arrivare con le fiaccole accese all`aeroporto. Saranno fiaccole di pace. Ma l`allerta sarà massima: “Saremo pronti ad ogni forma di blocco – si pianifica sotto al tendone – cominciamo fin d`ora a pensare alle modalità più fantasiose per fermare l`eventuale ingresso degli statunitensi“. Nessuno vuole credere a questa possibilità. Olol Jackson, altro leader del presidio, prende a prestito le parole di Massimo D`Alema alla Camera: “Lui disse che rifiutare la base sarebbe stato un atto ostile nei confronti degli americani. Noi invece diciamo che cominciare i lavori è un atto ostile nei confronti dei vicentini“. Sì, perchè gli occhi sono tutti puntati alla consultazione popolare. “Dobbiamo organizzare la campagna elettorale per coinvolgere la città“. In mezzo l`udienza al Tar del Codacons e del Coordinamento di Albera prevista il 18 giugno. Ma Raniero passa già ai fatti: “L`11 giugno in concomitanza con la visita di Bush a Roma presidiamo la rotatoria di viale Ferrarin. È una battaglia che vogliamo vincere“.

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